Libero logo

Germania chiama Ghana, a Berlino joint venture per biciclette in bambù

domenica 22 settembre 2013
Germania chiama Ghana, a Berlino joint venture per biciclette in bambù

2' di lettura

Roma, 16 set. (Adnkronos) - Da ottobre a Berlino si vedranno circolare le biciclette più strane, e semplici insieme, che abbiamo mai calcato i pavè delle città europee: con il telaio completamente in bambù. L'idea è di due giovanissimi studenti berlinesi, Jonas Stolzke e Maximilian Schay, di 21 e 22 anni, folgorati dai racconti di un terzo amico, Niklas Juhl -poi coinvolto nel progetto- che aveva passato un anno sabbatico in Ghana per seguire dei progetti sociali; durante quell'anno, Niklas aveva conosciuto i lavoratori di una Ong locale, Yonso Project, che creava lavoro per i giovani del posto facendo trasformare loro il bambù in oggetti di ogni tipo: tra cui biciclette. Berlino è nota per essere una città bike friendly, molto attraente per giovani di tutta Europa il cui principale se non unico mezzo di spostamento è la bicicletta. Quasi immediatamente i due studenti tedeschi capiscono che possono prendere tre piccioni con una fava sola: avviare un'impresa, aiutare una comunità svantaggiata, sfruttare la crescente fascinazione europea per il mezzo bicicletta. E parte il progetto Myboo: produzione di biciclette in Africa, vendita in Europa. Di mezzo anche un altro laboratorio sociale, stavolta tedesco, Stiftung Mensch, specializzato in lavorazioni metalliche a cura di lavoratori portatori di handicap, per innalzare la qualità delle bici africane e renderle più appetibili all'esigente mercato europeo. Il tutto viene raccontato a un giovane romano, Daniele Montemale, ennesimo espatriato italiano che vive a Berlino ed è titolare di un'altra startup, ma puramente digitale, la Viralavatar. I tre si incontrano in uno dei tanti spazi di coworking berlinesi, e Montemale decide di raccontare la storia, ovviamente sul web. "Myboo è molto più di un progetto di bicicletta -raccontano a Daniele i due-. C'è dietro un concetto di design stilistico associato ad una responsabilità sociale ed ecologica. Stiamo costruendo grandi biciclette e prestando attenzione anche all'impegno sociale e alla sostenibilità. E' per questo che stiamo lavorando con il progetto Yonso e la loro officina, la Bambusa. Non solo. Con le biciclette vendute, avremo anche l'opportunità di creare una borsa di studio in Ghana". C'è da dire che la Germania favorisce le iniziative dei giovanissimi, come raccontano i due: "pensiamo che il momento di diventare imprenditori sia quando si è ancora studenti, per due motivi: gli aiuti che possono arrivare dai tuoi genitori e quelli più sostanziosi della BafoG, il progetto di finanziamento per progetti che lo stato federale tedesco propone agli studenti che vogliono aprire un'attività. Siamo poi molto fortunati ad aver trovato un investitore privato già nella fase di progetto, ha creduto da subito nella nostra idea e nell'avviare questa start up. Grazie a tutti questi aiuti, è stato possibile fare tutte le ricerche e sviluppare il progetto qui in Germania". Il team, si viene a sapere infine, potrebbe trovare presto un quarto socio: lo stesso Daniele, in vista di un possibile ritorno in Italia, l'ultimo dei paesi europei ad aver "riscoperto" il ciclismo urbano.