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Sanremo 2018, il clamoroso trionfo di Pippo Baudo: "Allora questo Festival lo conduco io"

Giulio Bucchi
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"Sei tu Sanremo". Pippo Baudo torna a casa, all'Ariston, e si riprende il Festival di Sanremo a 81 anni suonati dopo averne condotto 13 edizioni. Prende la parola per 5 minuti, pieni di emozione e lacrime. Scorrono i ricordi personali e le foto, da Domenico Modugno a Laura Pausini, da Giorgia a Whitney Houston, le parole commosse per le sue "scoperte", le sue "scommesse" e le sue "sorprese". Leggi anche: Arriva Baudo, come lo riducono. Umiliato a Sanremo Tiene il palco da gran signore, con verve, ironia e professionalità infinita, e il confronto con i più giovani e accreditati colleghi a volte è impietoso. Quello con l'improvvisato Claudio Baglioni è addirittura imbarazzante. Il pubblico, in piedi, lo saluta con il classico "Pippo! Pippo!" e lui risponde secco: "Allora questo Festival lo conduco io". Baudo è una macchina incontenibile, sforna gag e battute. A lui Michelle Hunziker affida l'introduzione di Elio e le Storie Tese e del loro direttore d'orchestra, Peppe Vessicchio, ormai l'ultimo volto storico del Festival. È un déjà-vu di una delle più indimenticabili esibizioni sanremesi, quella di La terra dei cachi datata 1996. C'erano gli Elii, c'era Vessicchio e c'era, ovviamente Baudo. Che quando sta per uscire grida al microfono: "Ci vediamo l'anno prossimo". Non è una minaccia, è una promessa. di Claudio Brigliadori  @Piadinamilanese

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