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Sanremo 2018, tra i giovani vince Ultimo, a Mirkoeilcane il premio della critica per il dramma immigrati

Giulio Bucchi
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Sanremo Giovani l'ha vinto Ultimo, con Il ballo delle incertezze. Ma se al Festival c'è una certezza, è che il premio della critica non poteva che andare a Mirkoeilcane, al secolo Mirko Mancini, cantautore romano di 31 anni che all'Ariston ha portato la ormai classica canzone sul dramma dell'immigrazione, appuntamento ormai fisso da qualche anno a questa parte. Tanto più che la premiazione arriva a pochi giorni di distanza dai tragici fatti di Macerata, che hanno fatto di nuovo parlare il Paese di razzismo e fascismo. Leggi anche: Gelo in diretta per la canzone sul dramma degli immigrati La canzone, Stiamo tutti bene, è piuttosto furbetta (arriva seconda), il testo sufficientemente strappalacrime per strappare il premio Mia Martini, praticamente obbligatorio in clima di politicamente corretto. Il suo autore, in qualche modo, ammette l'operazione-simpatia: "Non è un brano di denuncia o politicamente schierato. Volevo solo emozionare. Nasce da una chiacchierata con una persona che mi ha raccontato il suo viaggio. Mi ha fatto vedere anche come stava seduto, su quella barca. Avevo negli occhi le immagini, ho cominciato a scrivere", spiega Mirkoeilcane a Repubblica. "Non mi sembra che sia da buonista o radical chic scrivere di quelli che muoiono", contrattacca polemizzando con la giuria demoscopica, che non ha apprezzato granché il brano. Ma la politica, alla fine, fa sempre capolino: "Una quindicenne su Instagram mi ha scritto: Grazie Mirko, perché prima di ascoltarti ero razzista. Mi sembra già un buon risultato". Bastasse così poco...

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