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Per la Rai buttare milioni di euro è meglio che far lavorare 1.000 persone

Al centro dell'attenzione la soap opera "Agrodolce"

Alvise Losi
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Più che Agrodolce, titolo di una soap girata in Sicilia e poi inopinatamente sospesa con gran spreco di denaro pubblico e posti di lavoro perduti, è una pillola amara quella recapitata al settimo piano di  viale Mazzini, destinatari il presidente Garimberti e i consiglieri d'amministrazione (ma non il dg Lorenza Lei). Amara perché l'incubo di una causa milionaria con responsabilità individuale e dunque esborso personale di molti quattrini, se non di peggio, come già accadde per il caso Meocci, non sarebbe scongiurato con la fine del mandato, e anche perché qualcuno dei componenti del consiglio il mandato spera di vederselo rinnovare e vorrebbe evitare di finire nei guai per colpa delle decisioni della  Lei, prese e mantenute nonostante una sentenza di condanna. Tanto più che tra i protagonisti della brutta storia c'è Giovanni Minoli, che il dg in uscita, ma attaccatissima alla poltrona, ha fino a ieri promosso senza successo per un talk show di prima serata. Leggi l'articolo integrale di Gianmaria Vaglie su Libero  in edicola oggi martedì 5 giugno

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