(Adnkronos) - A fronte di tutto questo, pero', nel 2013, "io credo si comincera' a vedere la luce in fondo a questo tunnel. Probabilmente non sara' all'inizio, sara' nel secondo semestre del 2013, ma ci sono effettivamente delle premesse che possono essere interessanti". A condizione, che vale per tutti gli attori coinvolti, di "continuare a guardare all'innovazione e alla ricerca come momento fondamentale e qualificante della propria attivita'". In particolare poi "l'internazionalizzazione deve diventare patrimonio di tutte le aziende: oggi e' impossibile limitarsi al mercato domestico e ai mercati vicini. Bisogna guardare oltreoceano, ai mercati emergenti. Il Bric e' diventato Brics recentemente, perche' anche il Sudafrica si sta segnalando come una delle economie piu' interessanti". "Oggi gli showroom che si rivolgono ai mercati internazionali hanno cominciato a inserire fortemente anche la Cina come mercato di sbocco, perche', ricordiamoci, non e' soltanto concorrente a livello produttivo. E' anche - sottolinea il presidente di Assomoda - uno straordinario mercato di riferimento e sbocco con un ceto medio emergente che e' nelle condizioni di poter comprare il made in Italy e che apprezza in maniera straordinaria le nostro produzioni migliori". "Occorre fare sistema. Lo diciamo spesso in Italia anche se purtroppo non riusciamo ad andare oltre a enunciazioni di principio, perche' vediamo che poi al lato pratico gli attori del sistema continuano a coltivare il proprio orticello e questo va a discapito di una presentazione univoca, organica e vincente del nostro Paese e anche della nostra moda nel mondo. Quindi nel nostro piccolo abbiamo iniziato a operare in questo senso e siamo disponibili - assicura infine Costa - a collaborare anche con le altre organizzazioni. (segue)




