(Adnkronos) - In virtu' di una simile performance, si rafforza l'incidenza dell'export extra-Ue sul totale, che sale al 44,4% dal 41% circa del 2010. Al di la' del dato per macro-area geografica, rileva focalizzare l'attenzione sui risultati che hanno interessato i singoli mercati di sbocco. La Francia, che si conferma la prima destinazione del menswear italiano con una quota del 13,2% sull'export di comparto, archivia il 2011 con una crescita del +7,3%; terzo partner, la Germania evidenzia, invece, un aumento del +5,1%, mentre la Spagna registra un +4,3%. Best performer tra i tradizionali mercati di breve raggio risulta essere il Regno Unito: l'export verso tale Paese e' cresciuto, infatti, del +11,9%. Nel caso dei mercati extra-Ue, gli Usa si sono mantenuti particolarmente dinamici, con vendite in aumento del +21,3% e corrispondenti a 430 milioni circa. Sul fronte asiatico, sia Hong Kong sia il Giappone hanno messo a segno crescite molto sostenute, rispettivamente pari al +42,6% e al +23,7%. La stessa Cina, grazie ad un aumento dell'ordine del +72%, raggiunge 113 milioni di euro nel 2011. Non di meno, l'export diretto in Russia presenta una dinamica positiva del +15,3%. Con riferimento all'import, cresciuto mediamente del +8,6% su base annua, primo mercato di approvvigionamento si conferma la Cina, con un'incidenza del 28,1% sul totale di moda uomo proveniente da oltremare. Gli altri principali supplier, sia di breve sia di lungo raggio, risultano staccati dalla potenza asiatica di almeno 900 milioni di euro, coprendo tra l'8,4% e il 2,7% dell'import di comparto. Mentre la Tunisia si e' rivelata sostanzialmente stabile sui livelli del 2010 (arrestando l'aumento al +0,4%), ritmi di crescita significativi hanno interessato la merce proveniente da Romania (+16,7%), Bangaldesh (+27,4%) e Turchia (+14,6%). (segue)




