(Adnkronos) - La sua genialita' lo porta, primo tra gli stilisti, a cercare di ampliare la produzione, sia disegnando, accanto a quella principale, altre linee di moda (Sportwear, Jeans, Junior, Enrico Coveri Baby, Premiers Jours, You Young), sia estendendo la griffe a prodotti diversi: dagli oggetti per il design della casa al make up, dagli accessori alle pellicce colorate, ai profumi, tra i quali il famoso Paillettes. Il percorso espositivo prende il via dal foyer dell'Auditorium della Camera di Commercio di Prato con ventidue fotografie che immortalano Coveri con clienti e testimonial, grandi star della cultura, della mondanita' e dello spettacolo quali Lady Diana, Michael Jackson e Margaux Hemingway, modella e nipote del grande scrittore Ernest, legata a Enrico da una profonda amicizia. La scala, rivestita con una riproduzione in tessuto del disegno che Keith Haring aveva realizzato per Coveri all'inizio della sua carriera, accompagna il visitatore al piano superiore dove sono esposte le opere d'arte che lo stilista amava collezionare e che gli artisti stessi creavano per lui tra cui, i dipinti di Aldo Mondino, Gianni Dova, Luciano Bartolini e Antonio Recalcati e la maxi scultura in legno di Urano Palma del 1987 che riproduce l'ampolla di parfum pour homme. L'itinerario prosegue con sedici immagini delle campagne pubblicitarie che Coveri, comunicatore d'eccellenza del marchio, affidava a grandi fotografi come Frank Yarbrough, François Lamy, Bill King, Oliviero Toscani, Michel Comte per ritrarre le giovanissime, bellissime e ancora sconosciute, modelle dai nomi che diventeranno i piu' celebri del mondo come Carre' Otis, Milla Jovovich, Naomi Campbell, Ashley Richardson e Claudia Schiffer. Tra i numerosi "tesori" che la mostra rivela anche un prezioso strumento di lavoro che Coveri utilizzava in occasione delle sfilate. La stilista era solito, infatti, realizzare i disegni a colori degli abiti secondo una sequenza fedele all'ordine di uscita delle modelle in passerella. Questi lunga successione di immagini detta serpentone, rappresentava proprio lo storyboard della sfilata, il suo coordinamento. (segue)




