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Bettarini arruolato a "Quelli che il calcio e..."

"Ma sogno un programma tutto mio"
di Silvia Tironisabato 12 settembre 2009
Bettarini arruolato a "Quelli che il calcio e..."

4' di lettura

Nonchiamatelo valletto. Perché proprio non gli si addice. E poi il letterino, ilvelino, l’ereditiero, lo schedino lui proprio non lo farà. Né per la sua exSimona Ventura né per chiunque altro. StefanoBettarini, bello e abbronzato, si appresta a vivere la sua nuova avventuraprofessionale a “Quelli che il calcio e…”, in onda a partire da domenica 13settembre alle 13,50 su Raidue. “Il valletto non mi sembra che sarò proprio, perché sonoin una postazione sportiva insieme a un grande giornalista, Massimo Caputi, chetutto mi sembra tranne che un valletto. Chi lo dice sono i soliti rosiconi cuipiacerebbe essere al posto mio, ma purtroppo per loro non ci sono e non ci sarannomai”. Ècarichissimo Bettarini: come ha detto super-Simo “è finalmente arrivato ilmomento giusto per noi di lavorare insieme” e lui questo appuntamento nonl’avrebbe mancato mai, per tutto l’oro del mondo. Bettarini, come si sente allavigilia del debutto su Raidue? “Emozionato,molto emozionato. Ma cercherò di dare il massimo. Come tutta la squadra delresto”. Lei, come alcuni suoi colleghi, è una new entry in questocollaudatissimo programma sportivo. Di solito sidice che squadra che vince non si cambia… “Qui ècambiato invece tanto. Simona si è messa in gioco di nuovo perché al di làdella regia sono cambiati tanti elementi. È una scommessa e vediamo divincerla”. Per lei non si tratta di un debuttotelevisivo… “Già, ilmio esordio in tv è avvenuto con la Talpa. Allora mi è stato chiesto diiniziare la carriera televisiva entrando dalla porta principale, senza fare lagavetta. E così ho debuttato nel ruolo di co-conduttore. Sfido chiunque a nonaccettare una simile proposta”. Ci tolgauna curiosità: anche la tv, come il calcio, era un suo sogno di bambino? Assolutamenteno. Nei miei sogni c’è sempre stato il calcio. Tutto, come dicevo, è iniziatoper divertimento, per tenere la mente occupata in un momento in cui avevobisogno di distrazioni. Non volevo fare la fine di molti miei compagni chesmettono giovani di giocare a pallone e poi soffrono lo spegnimento deiriflettori. Io avevo bisogno di essere impegnato. Ho avuto la possibilità disalire su un treno molto importante che in prospettiva avrebbe potutoessere ancora percorribile e non volevo fare quello che poi magari rimpiangevadi non esserci salito”. Quindi nel suo futuro c’è la tv… Farò questomestiere fino a quando mi divertirò e avrò la possibilità di lavorare conpersone che ritengo idonee e a me affini. Quando non avrò più voglia saluteròtutti e arrivederci e grazie”. A proposito di treni, quel treno lasta riportando al suo antico amore, il calcio. “Tutti itreni portano a Roma…che se lo leggi al contrario vedi quello che ti dà… AMOR…” Che valore aggiunto pensa diportare a “Quelli che il calcio…”? “Io penso chedi valori ulteriori questa trasmissione non abbia bisogno, perché è unprogramma collaudato anche se si è rinnovato molto". Se Simona l’ha voluto accanto a séci sarà un motivo… “Ioparlerò di calcio con la competenza giusta perché è sempre stato parte dellamia vita. Sono certo che vicino a Massimo, che è giornalista, ce la posso fare e bene. Il binomiogiornalista-calciatore o per lo meno persona che ha giocato e ha assaporatoterreni da calcio può in effetti essere un buon connubio…”. E poi unasquadra che funziona davvero non è mai fatta da singoli… “Già.‘Quelli che il calcio...' è una squadra e come in tutte le squadre la cosa checonta non è il singolo che ti può far vincere una partita ma non il campionato,quanto il contributo di ciascun elemento. E in questa avventura ciascuno di noicertamente darà il massimo”. Cosadicono i vostri bambini? Mamma e papà che lavorano insieme… “I nostrifigli sono contenti e comunque loro devono pensare alla scuola che lunedìinizia. Poi al resto ci pensano i genitori”. Chiuso dunque ogni screzio opiccolo rancore tra lei e Simona. “Macché rancori.Noi due abbiamo sempre cercato di avere un rapporto civile per amore dei nostrifigli e questo lo abbiamo sempre ribadito. I nostri bambini sono sempre statiuna priorità per noi. Poi spesso si sono scritte e dette cose non esatte maquesto non è la priva volta che accade, né con noi né con altri personaggipubblici. Quindi non ci meravigliamo. Noi siamo la dimostrazione che spesso nonè vero quello che si dice e si riporta”. Simona Ventura: che professionistaè? “A livelloprofessionale Simona è una delle conduttrici più brave e non sono certo io adirlo. È un dato di fatto, non solo per il successo che ha nelle trasmissioni,ma anche per tutti gli anni che lavora in tv. Io penso che in questo lavoro,come in tanti altri, non è tanto difficile arrivare quanto restarci a certilivelli. E lei lo ha ampiamente dimostrato”. Ora tocca a lei… “Questatrasmissione per me è una grande opportunità. Al di là che farò una cosa che pensodi saper fare bene perché sono cresciuto a pane e calcio. Però spero prima opoi di poter avere una trasmissione tutta mia legata al mondo del calcio e aciò che lo circonda. È un inizio, poi vedremo. Ci stiamo lavorando”. In bocca al lupo dunque… “Crepi illupo”. Silvia Tironi