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Raffaella Carrà morta, dal 2020 l'incubo del coronavirus: "Molta paura", come ha vissuto gli ultimi mesi

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"Quali sono le cose belle accadute nel 2020? Nessuna, nulla". Raffaella Carrà, a pochi giorni dal Capodanno, ammetteva al Corriere della Sera l'amarezza per un anno che umanamente e professionalmente le aveva portato solo ansia e angoscia, come a tutti gli italiani. La soubrette, ballerina, attrice, cantante e presentatrice, in una sola parola showgirl, è morta oggi lunedì 5 luglio a 78 anni, e da mesi lottava contro una malattia che ha tenuto segreta fino all'ultimo. La regina della tv italiana spiegava al Corsera che a causa della pandemia da Coronavirus aveva "molta paura. Non esco e così questo 2020 è diventato un anno sabbatico, anche perché io non sopporto l’idea di lavorare con le distanze o con le mascherine. Meglio non lavorare. Nella prime due edizioni del programma A raccontare comincia tu (il suo ultimo per la Rai, ndr) ho passeggiato e sono andata in tram con la Littizzetto; con Loretta Goggi ci siamo divertite come due matte sulla macchinetta del golf. Io gli incontri seduti tutti immobili non ce la faccio a farli".

 

 

 

 

Lo show di Rai3 sarebbe dovuto ricominciare a febbraio 2020, ma le riprese saltarono proprio per l'emergenza sanitaria. "Avevamo già organizzato tutto per girare le quattro nuove puntate. Sarei dovuta andare a Milano a incontrare Achille Lauro: volevo scoprire la sua intimità, perché lui non è solo uno che si veste da matto, come del resto abbiamo fatto io o Renato Zero. Se vesti in modo così stravagante devi avere qualcosa dentro, devi avere coraggio e qualcosa da raccontare. Poi sarei dovuta andare in California per Mika e a Los Angeles per Tiziano Ferro, con cui ho un rapporto bellissimo. E infine Emma. Anzi Emma era la prima, stavamo per partire per Lecce".

 

 

 

 

 

 

Inquietante la confessione di Raffaella: a bloccare tutto è stata lei, o meglio il suo sesto senso. "È stata una voce dentro, penso un angelo custode. Sul serio. Era la seconda metà di febbraio: sento qualcosa in televisione e avverto dentro una strana inquietudine. Chiamo Rai3 e dico: questo programma non si può fare, è troppo pericoloso. Non me la sento. Sono stata irremovibile. Ho detto a Sergio (Sergio Japino, regista e suo ex compagno, ndr): Sergio, non ce la faccio, se si ammala uno di noi è il disastro. Dopo una settimana è scoppiata la pandemia, poi si è chiusa l’Italia. Ho avuto fiuto. Mi dispiace che prima degli altri ho tolto lavoro a tante persone. Ma forse ho fatto del bene".

Aveva vissuto male il lockdown: "Sono più ansiosa adesso di prima. Mi manca tanto la libertà. Ho vissuto i primi mesi a Porto Santo Stefano (Argentario), avevo il giardino, passeggiavo, facevo la spesa e vedevo il mare. Sono stata privilegiata". Poi si è trasferita a Roma, ma "soffro di più. Proprio giorni fa mi sono chiesta: quali sono le cose belle accadute nel 2020? Nessuna, nulla". Il suo ultimo Natale è stato triste, con gli amatissimi nipoti lontani. Rivelava: "Forse lo trascorrerò con Sergio, che sta a Roma. Le feste sono già malinconiche… Forse era meglio cancellarlo quest’anno. Il 31 dicembre bisogna spaccare tutto. Lo farò in privato nella mia terrazza, a costo di chiamare il muratore il giorno dopo".

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