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Pupo a Sanremo, "telefonata dal Quirinale": il retroscena su Emanuele Filiberto

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"Era un progetto nato a tavolino. Ma da lì a dire che era la canzone più brutta del secolo è lunga, vuol dire un attacco preciso contro il principe, non solo contro di me": Pupo, intervistato da Repubblica, lo ha detto in riferimento alla partecipazione a Sanremo con Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici nel 2010. Poi ha svelato un retroscena su quell'edizione della kermesse: "A dirla tutta, la canzone non solo è arrivata seconda ma aveva vinto il festival, sono io ad aver accettato il secondo posto”.

E, stando alla versione del cantante, ci sarebbe stato lo zampino del Quirinale: "Prima della finale i vertici Rai avevano ricevuto una telefonata dalla presidenza della Repubblica, temevano lo scandalo di un rappresentante di casa Savoia al primo posto a Sanremo. Avevano capito che avremmo vinto osservando il picco di ascolti record della serata in cui avevamo ospitato Marcello Lippi: quella sera si ruppe la chitarra, ci fu un attimo di impasse e allora Lippi fece un promo della canzone, cosa che non si poteva fare. Sabato mattina mi dissero che mi squalificavano e che avrei cantato solo come ospite; risposi che, pur avendo partecipato sei volte, non avevo mai vinto Sanremo: 'Mi toglierete la vittoria lunedì mattina, ma io stasera vinco il festival e poi ci vediamo in tribunale'. Raggiungemmo un accordo, mi proposero secondo, dissi: ‘Secondo va bene’”.

 

 

 

Parlando del gioco d'azzardo, invece, ha affermato: "Sarò sempre un giocatore d’azzardo, lo si vede anche dalla carriera e dalle scelte di vita che ho fatto. Ho vissuto momenti di grande esplosione e di cadute rovinose: nell’80, a 25 anni, con 'Su di noi' diventai miliardario, dieci anni dopo avevo alcuni miliardi di debiti. Nell’83 a Saint Vincent ho perso 130 milioni di lire in una sola mano di chemin de fer, ci rimisi un appartamento che avevo appena comprato. Oggi sono tornato a essere milionario come prima”.

 

 

 

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