Nadia Bengala: "Sono Miss Italia 1988, ma rinuncerei al titolo per riabbracciare mia figlia"

di Alessandro Dell'Ortodomenica 31 agosto 2025
Nadia Bengala: "Sono Miss Italia 1988, ma rinuncerei al titolo per riabbracciare mia figlia"

10' di lettura

Nadia Bengala è stata la prima Miss Italia scelta solo dai telespettatori era il 1988 - e l’eletta più “vecchia” (aveva 26 anni) della storia del concorso. Bellezza mediterranea, occhi verdi magnetici e fisico da capogiro, ha iniziato come modella per poi cimentarsi nel teatro e, dopo Miss Italia, iscriversi all’accademia d’arte drammatica («In tre anni mi sono diplomata come attrice di prosa»). Poi la tv e il cinema, dove ha esordito in “Pierino torna a scuola” (1990). Nadia, che vive tra Roma e Saturnia, si racconta: la carriera («Avrei potuto lavorare molto di più, ma io non la davo»), la politica («Mi hanno usata»), la vita privata («Mia figlia non mi parla più»).

Nadia Bengala, che relax qui tra le colline maremmane. E che panorama.
«È il mio rifugio e ci ho trasferito la residenza: quando ho bisogno di staccare questo posto è perfetto».

Da quanto ci viene?
«Dal 1989. Mi sono ritrovata in questa zona casualmente, mi ci ha portata un amico per andare alle terme, che sono fantasmagoriche. Poi ho conosciuto un vecchietto che vendeva il terreno e l’ho comprato con i soldi di Miss Italia: 20 milioni di lire. E, piano piano, ho costruito la casa».

Passa molto tempo qui in Toscana?
«All’inizio solo qualche weekend e le vacanze invernali, mentre ora scappo in questo paradiso ogni volta che posso».

Di base invece dove vive? Cosa fa?
«A Roma, ma ultimamente mi annoio un po’: esco poco, per fortuna mi distraggo portando i cani al parco. Però lo scorso anno mi sono iscritta all’università: psicologia».

Ha dato qualche esame?
«Tutti, sono in regola anche se un po’ delusa: si fa quasi tutto on-line e a me, figlia degli Anni ’80, non piace molto».

I prof la riconoscono?
«Qualcuno sì, ma è soprattutto alle terme che la gente mi ferma».

La domanda tipica che le fanno?
«“Nadia, perché non lavori di più?”».

Cosa risponde?
«Che a me non piace propormi e se non lo fai non ti chiamano, a meno che tu sia un po’ superficiale come vuole ora la tv. E poi io non sono una “facile”, nel cinema degli Anni ’80 e ’90 sa cosa dicevano di me? “Con la Bengala non si passa”».

E la televisione?
«Quella di adesso non mi attrae perché non sono interessata a vedere litigi, inciuci e pettegolezzi».

Non la intrigano nemmeno i reality?
«Sarebbe bello farli se fossero veramente trasparenti e uscisse come sei nella realtà, mostrando tutto quello che succede. Io ho avuto una pessima esperienza nel 2005 in “Ritorno al presente”, dove Alfonso Signorini ha “magheggiato” una situazione per fare apparire una cosa non vera. E così sono stata eliminata».

Nadia, sembra delusa dall’ambiente televisivo.
«C’è una grande mancanza di rispetto. Negli anni ho portato proposte per nuovi format alla Rai: sono state regolarmente bocciate salvo poi scoprire, poco tempo dopo, che mandavano in onda programmi esattamente uguali. Cioè copiati dalle mie idee».

Quello cui teneva di più?
«“Il derby della vita”, format sulla famiglia e sugli scontri generazionali tra genitori e figli. Argomento a me molto caro, purtroppo».

Ha voglia di parlarne?
«Preferirei evitare».

Almeno un accenno.
«Mia figlia Diana, che ora ha 29 anni, ha avuto problemi con la giustizia a causa della droga».

È stata fermata due volte e accusata di danneggiamento e tentato furto: lei ha avuto il coraggio di raccontarlo in televisione.
«È stata una vicenda ingigantita e sono andata davanti alle telecamere solo per chiarire i fatti. La facevano apparire in modo sbagliato, lei è la ragazza più buona e sensibile del mondo. Poi ho ricevuto tantissimi messaggi privati di persone che mi hanno dato solidarietà perché non sembra, ma tra le famiglie questo è un problema diffuso, anche se molti non ne parlano».

Come sono nate le difficoltà di sua figlia?
«Diana è cresciuta con me perché mi sono separata da suo padre, Otto Schivardi, quando lei aveva quasi 4 anni. Le è mancata una figura maschile di riferimento durante la crescita, è diventata ribelle e, quando si è trasferita a Londra dopo il diploma, si è fatta un po’ traviare».

Tempo fa però era riuscita a farla andare in comunità, vero?
«Sì, ma non ha funzionato: dopo tre mesi è uscita, ha resistito un po’ con noi, ma a fine marzo ha ritrovato una vecchia amica e se ne è andata. È scappata, sparita. Da allora non la sento più, ha cambiato numeri di cellulare e mi ha bloccata sui social. Una sofferenza atroce».

Lei, da giovane, che rapporti aveva con la droga?
«L’ho vista da lontano, ho provato qualcosa come tutti, ma non mi sono mai lasciata affascinare. Il troppo mi impauriva».

Ha sensi di colpa, ora, per la difficile situazione di sua figlia?
«A volte sì, ma poi capisco che sono stupidaggini: io, da madre, ho dato tanto per lei, come è normale, e ho rinunciato al teatro quando avevo delle tournée in giro. Alla fine è solo sfiga».
A proposito di genitori e figli, facciamo un salto indietro: a quando lei era la figlia.

Alla piccola Nadia.
«Nasco a Siracusa il 26 maggio 1962».

Famiglia numerosa?
«Tre sorelle e un fratello. Mamma mi partorisce a soli 16 anni e sono la più grande, quindi quella con più responsabilità».

Bambina timida?
«Monella da piccola, ma crescendo divento una ragazzina chiusa e insicura. Però a 6 anni sogno già di fare l’attrice».

Nel 1969 vi trasferite a Milano.
«Per seguire papà che lavora nella petrolchimica e cambia sede».

Scuole?
«Mi diplomo perito aziendale e poi in lingue straniere, ma nel frattempo, quando ho 17 anni, i miei si separano, soffro e divento bulimica. Mi sfondo quotidianamente di cibo».

Che rapporto ha, a quell’età, con il suo corpo?
«Non mi rendo conto di essere bella, anzi mi sento brutta. E il sesso non mi interessa particolarmente».

La prima volta?
«A 17 anni con il primo fidanzatino, più per sperimentare che per convinzione. E non è un granché».

Come si avvicina al mondo dello spettacolo?
«A 20 anni lascio il fidanzato e decido di mettermi a dieta, dimagrendo 10 kg. Un’amica mi chiede di accompagnarla in un’agenzia di modelle e il risultato è che prendono me e non lei».

Un classico. Inizia subito a sfilare?
«Non per l’alta moda, vista l’altezza, ma per pubblicità importanti, cataloghi fotografici e show room. Ad un certo punto, poi, arriva la tv».

Quale?
«“Antenna 3 Lombardia”, dove sponsorizzano abiti da sposa e hanno bisogno di modelle che li indossino e lì, con altre tre ragazze, lavoro con Ric e Gian. Poi Mediaset, nella trasmissioni “W le donne”, “Zodiaco” e “Ok il prezzo è giusto”. E sono in onda quel famoso giorno, il 16 ottobre 1984, in cui le reti vengono oscurate per qualche ora per la questione del monopolio televisivo».

Berlusconi lo incontra?
«Me lo presenta Augusto Martelli e, guardandomi, dice: “Sei molto bella, peccato non sei bionda. Fatti tingere”. Mi schiariscono i capelli, ma il risultato non è particolarmente brillante, divento rossastra e sto male».

Perché quel sorriso?
«Nel 1987 vengo invitata, con altre modelle selezionate dal Cavaliere, a vedere il derby di calcio Milan-Inter. Dopo la partita andiamo ad Arcore insieme ad alcuni giocatori rossoneri e Berlusconi si mette al pianoforte a suonare. È brillante e carismatico come un ragazzo che ho appena conosciuto e che mi attrae: “Che figo, mi piace da morire” dico tra me e me. Io sono elegantissima, vestita con un tubino nero con la cerniera sulla schiena, e mi accorgo che Berlusconi mi nota. Finisce la serata, torno a casa e l’autista che mi sta riaccompagnando si gira: “Nadia, guarda che gli piaci molto”. E io: “Allora mi corteggiasse”. Capito? Non mi bastava che mandasse avanti altri, volevo che si esponesse direttamente lui».

L’ha richiamata?
«Mai più sentito».

Torniamo a lei. Come le viene l’idea di partecipare a Miss Italia?
«Sono in vacanza in Sardegna, vado a ballare in discoteca e mi chiedono: “Vuoi fare una sfilata?”. Rispondo che già le faccio a Canale 5, ma insistono e mi convincono: arrivo prima diventando “Miss Alghero” e, pochi giorni dopo, “Miss Eleganza Sardegna”».

A quel punto c’è la finale di Salsomaggiore.
«Ci vado un po’ controvoglia, ma vado. Il viaggio è allucinante, con mille peripezie, e arrivo in ritardo temendo di essere esclusa».

Sono le prime elezioni in cui conta il voto del pubblico da casa e non quello di una giuria.
«Ed è la mia fortuna: non fosse così non vincerei di sicuro».

Alla premiazione molte delle altre Miss la fischiano.
«Ho 26 anni e le ragazzine di 16 rosicano: durante la cena finale, alle 3 di notte, tra loro c’è chi propone di tirarmi i pomodori. Sul tavolo, però, ci sono solo panini e mentre stanno per lanciarli le bloccano».

Addirittura?
«Sì. Quando in un’intervista, però, mi fanno notare che io, essendo grande, sono più smaliziata delle altre, rispondo: “Secondo voi è più smaliziata una di 26 anni o ragazzine di 16 che pur di vincere vanno a letto con un 50enne?”».

Urca, che frecciata. E a chi si riferisce?
«Meglio non fare nomi».

Quello del 1988 è anche il primo Miss Italia condotto da Fabrizio Frizzi.
«Buono e gentile, la persona più pulita conosciuta nell’ambiente dello spettacolo. Mai invadente, sempre educato, composto, per noi ragazze in gara è come un fratellone».

Nadia, come cambia la sua vita dopo l’incoronazione?
«Vengo subito fregata».

In che senso?
«Due mesi prima del concorso firmo un contratto con Mediaset per poche puntate di “Ok il prezzo è giusto”. A settembre, appena eletta, mi ripresento per il nuovo accordo sapendo che con il titolo ora i miei guadagni lieviteranno, ma una potente dirigente mi dice che il contratto non si può cambiare. Risultato, lavoro quasi gratis anche se sono Miss Italia».

Nel frattempo sperimenta il teatro e poi esordisce al cinema ne “Pierino torna a scuola” (1990).
«L’ultimo della serie con Alvaro Vitali, un uomo perbene rimasto sempre con i piedi per terra nonostante lo straordinario successo ottenuto dal suo personaggio».

Era sempre attorniato da belle donne.
«L’ho rivisto anni dopo e ogni volta aveva fidanzate meravigliose, ma gelosissime.
Uno di loro, splendida con gli occhi verdi, mi ha confessato che per controllare che restasse fedele gli faceva una firma con il pennarello proprio lì, nelle parti intime. E poi controllava che non si cancellasse...».

Nel 1997 lei lavora con Jerry Cala ne “Gli inaffidabili”, ma poi non resta a lungo nel giro del grande cinema. Perché?
«Sono chiusa nel mio mondo e frequento poco quell’ambiente, che è un po’ complicato».

Come mai?
«Sono segnata da alcune brutte esperienze avuta da giovanissima».

Tipo?
«Ogni provino qualcuno ci prova, un regista poi diventato famosissimo cerca di portarmi a letto in cambio di una piccola parte, un produttore mi blinda in una casa isolata di campagna con i suoi assistenti per tre giorni, con la tv accesa su un film porno, sperando che ceda. Un incubo e sono costretta a chiudermi in camera a chiave e urlare, ogni tanto, “Mi fate andare via?”».

Nel 2002 però partecipa a “Le ragazze di Miss Italia”, film per la tv.
«Merito di Dino Risi, che mi stima e mi ritaglia una parte tutta per me, anche se quando lo giriamo ormai ho già 37 anni».

Nadia, cambiamo argomento e parliamo di politica: nel 2009 lei si schiera con “La Destra” di Buontempo e Storace perle Europee, risultando la prima dei non eletti a Pescara.
«Ma vengo abbandonata a me stessa, senza incontri pubblici. Mi usano e basta».

Nel 2021, invece, aderisce alla lista femminile di Virginia Raggi “Con le donne per Roma” per le comunali. Come mai si avvicina al Movimento 5 stelle?
«Perché conosco la Raggi e credo subito in lei: è una persona seria e onesta, mi dà grande fiducia. Ma poi resto delusa dal partito perché il cambiamento tanto annunciato non arriva».

Chi ha votato alle ultime elezioni?
«Giorgia Meloni, che però adesso non può fare tutto ciò che vuole perché quando vieni eletto diventa tutto più complicato. Ma sono fiduciosa».

Salvini, invece, le piace?
«Non lo conosco, ma condivido la sua linea sugli sbarchi dei migranti. Io non sono razzista, però sono convinta che i clandestini vadano aiutati nel loro Paese, non mantenuti qui da noi. Anche perché molti di quelli che arrivano sono delinquenti».

Nadia, ultime domande veloci. 1) Rapporto con la religione?
«Sono molto credente, non vado a messa regolarmente ma quando passo davanti a una chiesa spesso ci entro e prego».

2) Paura della morte?
«Tantissimo e sono un po’ ipocondriaca».

3) È ancora in grande forma: merito della palestra?
«Mai messo piede in una sala pesi: venga un giorno a fare i lavori di casa con me e capirà quale è il segreto dei miei muscoli...».

Della chirurgia estetica, invece, cosa ne pensa?
«Il botox non so cosa sia, ma se qualche donna si sente più attraente rifacendosi non la critico. Io ho solo fatto un ritocchino al seno e poi mi sono pentita».

4) Cosa è la seduzione?
«Lo chiede alla donna sbagliata: io nella vita e nella carriera ho sempre cercato di essere il meno seducente possibile per evitare incomprensioni o situazioni imbarazzanti. Sono sempre stata un maschiaccio».

5) Rapporto con il sesso?
«Mi rivedo nelle parole di Battisti ne “La collina dei ciliegi”: “Le anime non hanno sesso né sono mie”. Ho sempre dato più importanza alle persone e al loro valore».

6) Ha avuto molti uomini?
«No, se penso come vanno le cose al giorno d’oggi. Il mio rapporto con l’altro sesso è stato sempre complicato, ho avuto relazioni morbose: molti mi hanno sfruttata, qualcuno è stato anche violento al punto da fratturarmi il naso. Ora però sono felice: da 18 anni ho un compagno con il quale sto benissimo».

7) Qualche occasione persa?
«Con Raoul Bova c’è stato un momento in cui potevamo frequentarci, ma non ho colto l’attimo. Il fratello di Jovanotti, invece, continuava a dirmi che mi sarei dovuta fidanzare con Lorenzo».

E lavorativamente parlando?
«Vianello mi voleva a condurre “Pressing” con lui, ma ho detto no per correttezza perché avevo appena accettato un lavoro a teatro per la regia di Romolo Siena, che era il suo migliore amico».

8) Cosa pensa dei giovani?
«Sono un macello, vivono distratti dai social e da internet, dove vedono scene cruente pensando sia la realtà. E così diventano insensibili e non danno valore a tante cose».

9) Qualcuno che vorrebbe riabbracciare?
«Mio papà Concetto, che è morto nel 2010».

10) Ha ancora un sogno?
«Lavorare in un film importante con un ruolo di spessore e un regista che mi valorizzi. Nel frattempo, però, sto per girare un film per il cinema, basato su un fatto di cronaca, per la regia di Daniele Santamaria Maurizio. E, sempre con lui, farò una serie noir, thriller, anche questa ispirata a fatti realmente accaduti».

Ultimissima: cosa darebbe pur di riavere un rapporto sereno e felice con sua figlia?
«Rinuncerei a tutto, anche al titolo di Miss Italia».