Libero logo

La Rai festeggia gli 85 anni del maestro Miyazaki

lunedì 5 gennaio 2026
La Rai festeggia gli 85 anni del maestro Miyazaki

2' di lettura

Prima visione su Rai 3 con l’incanto e la poesia di Hayao Miyazaki, maestro giapponese del cinema d’animazione: stasera, alle 21.30, andrà in onda “Il ragazzo e l’airone”, in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno. Tokyo alla fine della Seconda guerra mondiale: durante un bombardamento il giovane Mahito perde la madre Hisako e suo padre si risposa con la sorella di lei, Natsuko. La nuova famiglia si trasferisce in una vasta tenuta isolata, ai margini della città. Qui, guidato dall’apparizione enigmatica di un airone, il ragazzo scopre una torre abbandonata: varco per un universo fantastico e ostile al tempo stesso. È l’inizio di un viaggio iniziatico, in cui Mahito affronta le proprie radici e attraversa mondi speculari, dove bene e male si incarnano in creature visionarie e inquietanti. La narrazione si sviluppa attraverso immagini potenti e una poetica immediatamente riconoscibile, cifra stilistica inconfondibile di Hayao Miyazaki. “Il ragazzo e l’airone” aveva segnato il ritorno del maestro dopo l’annuncio del ritiro nel 2013: un richiamo irresistibile all’arte e all’immaginazione che, a 83 anni, gli è valso il terzo Premio Oscar. Nel corso degli anni Miyazaki ha spiegato che “Il ragazzo e l’airone” (titolo originale “E voi come vivrete?”) è un film profondamente personale e semi-autobiografico, legato alle perdite e alla sua storia, in cui evita le metafore esplicite per permettere agli spettatori di viverlo come una riflessione sulla vita, la morte e l’accettazione del mondo complesso, con il ragazzo protagonista, Mahito, che rappresenta sé stesso o una figura universale, alle prese con il dolore e la necessità di trovare un senso per continuare a vivere, rifiutando un mondo perfetto e accettando la realtà con le sue imperfezioni. Miyazaki, attraverso Mahito e l’Airone, invita a confrontarsi con la perdita e la complessità del mondo, scegliendo di vivere e costruire, piuttosto che rifugiarsi in mondi ideali o morire simbolicamente.