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“Stranger Things” rilancia anche Prince

di Ianlunedì 5 gennaio 2026
“Stranger Things” rilancia anche Prince

2' di lettura

Stranger Things è una delle serie tv che, negli ultimi anni, ha ottenuto un successo clamoroso presso la generazione X e, lo scorso Capodanno, ha chiuso i battenti con l’ultima puntata, attesissima e per questo molto seguita puntata. Una fiction in cinque stagioni che ha fatto della fantascienza-horror un proprio cavallo di battaglia ma che ha generato anche un altro fenomeno sul piano musicale. In particolare, ha rilanciato alla grande Prince, l’artista di Minneapolis che ci ha lasciati nel 2016. Due sue canzoni, Purple rain e When doves cry, difatti, sono state inserite nell’ultima puntata e hanno vissuto un rilancio inatteso tornando in auge nella classifica di Spotify. Purple rain ha visto un aumento del 243% degli stream globali e un aumento del 577% degli stream Gen-Z in particolare. When Doves Cry ha registrato un aumento del 200% e un incremento del 128% in quelli relativi alla Generazione Z. L’andamento complessivo del catalogo di Prince sono saliti addirittura del 190%, con un aumento del 88% nei flussi della Generazione Z.

Queste due canzoni vennero inserite dalla star nel Lato B del 33 giri Purple rain che, nel 1984, vendette 20 milioni di copie dando vita alla leggenda del “Folletto di Minneapolis” e sono state utilizzate in momenti chiave della puntata di Stranger Things. Suggestiva la sequenza in cui fa capolino Purple rain: parte mentre Eleven (Millie Bobbie Brown) intende sacrificarsi e porta Mike (Finn Wolfhard) nella sua mente per dargli un ultimo addio.

When Doves Cry, invece, inizia quando gli eroi di Stranger Things minano con la dinamite tutta la zona attorno all’Upside Town per farla saltare in aria.
La stessa cosa, ovvero il ritorno in auge di un brano da tempo dimenticato, si era verificata tre anni fa durante la stagione 4 con Kate Bush: Running Up That Hill (A Deal with God), incisa nel 1985, si installò dopo la puntata in cui era stata inserita in cima ai titoli più ascoltati su iTunes negli Stati Uniti e nella top 200 di Spotify, fruttando diversi milioni di dollari a Kate.