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Arisa torna a Sanremo e difende Laura Pausini sull'inno

di Alessandra Menzanilunedì 16 febbraio 2026
Arisa torna a Sanremo e difende Laura Pausini sull'inno

2' di lettura

“Questo è l’anno del Leone, dicono tutti così”. Arisa si prepara a Sanremo 2026 carica e pacificata. “Erano anni che volevo andarci come concorrente, finalmente ho la possibilità di andarci di nuovo. E’ un privilegio: perché quando non lo fai, ti senti un po’ escluso”. 

Si approccerà con serietà e leggerezza. Magica Favola è il pezzo che Rosalba Pippa (vero nome di Arisa) porta all’Ariston: fa parte di un album che si chiamerà Foto Mosse. “E’ una canzone definita in stile Disney, la melodia richiama un po’ all’operetta dei primi Novecento, con un tema molto moderno: il resoconto della vita, una mattina ci si alza e ci si rende conto di avere lasciato indietro qualcosa, il sentire, l’essere felici in generale”. 

“In questi anni ho cercato l’amore romantico”, ammette la cantante, “che mi ha portato via un sacco di tempo, realizzarmi è sempre dipeso da avere qualcuno accanto. Dopo tanti tentativi ho capito che ho perso tante opportunità, quindi cercherò di vivere l’amore in modo più universale, famiglia, amici, me stessa”.

Sul nuovo album: “E’ il primo disco in cui partecipo alla scrittura in modo molto coraggioso. Mi sono sempre detta che i pezzi scritti da me non fossero all’altezza. Poi mi sono chiesta: all’altezza di cosa?”.  Ora Arisa si ritiene felice: “Ho fatto tanti anni di analisi, volevo capire chi sono, mi sono concessa un periodo di solitudine. Ho 43 anni, ma sono ancora in cammino, non so se questa è l’Arisa definitiva”.

Quello che le donne non dicono, pezzo di Mannoia-Ruggeri che ha scelto nella serata dei duetti del venerdì (con il Coro Regio di Parma) “l’ho sempre amata, rispecchia né la femminilità martire né femminista radicale, una femminilità né vincitrice né vinta”. Arisa si attiene alla versione originale in cui alla fine dice “Sì” e non “No”: “Non è un “Sì” agli uomini ma alla vita in generale, sono aperta, inclusiva”.
Arisa sogna l’Eurovision: “Mi piacerebbe diffondere la mia musica all’estero, dato che io so lavorare e basta, vorrei fare esperienze nuove, vedere altri paesaggi”. Sull’Inno d’Italia: “Quello che ha fatto Laura Pausini non l’avrei saputo fare, anche Lady Gaga l’ha personalizzato. Io l’Inno l’ho fatto come tutti gli altri, secondo me l’Inno si interpreta come si vuole”.