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Stefano De Martino a Sanremo? Ecco chi frena (e le voci su Elisa)

venerdì 27 febbraio 2026
Stefano De Martino a Sanremo? Ecco chi frena (e le voci su Elisa)

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Uno spettro (di aspetto gradevole ma pur sempre incombente) si aggira sull’impero sanremese di Carlo V. Si tratta di Stefano De Martino, già da tempo considerato quotatissimo homo novus pronto a conquistare la conduzione del Festival di Sanremo 2027. Nel mezzo il biennio firmato da Carlo Conti che, a metà precisa di quella che - detto e stradetto - è la sua ultima edizione, almeno per questo ciclo, si trova non solo a rispondere alle domande dei cronisti ma anche a palleggiare con un autorevole quanto inedito endorsement governativo pro De Martino. A pronunciarsi a favore dell’ex ballerino di Amici ci ha pensato, infatti, nientemeno che Gianmarco Mazzi, il sottosegretario alla Cultura del Governo Meloni che da Sanremo – dove sono in corso gli Stati Generali della Musica – ha benedetto apertamente l’ipotesi che veda l’attuale conduttore di Affari tuoi alla guida del Festival della canzone italiana dal prossimo anno.

Mazzi, in realtà, si è spinto anche oltre. Se tra i cantanti pare che non dispiacerebbe affatto una direzione artistica da affidare a Elisa, firma autorevole della musica italiana, cresciuta con una formazione internazionale, il sottosegretario invece ha ammesso che il presentatore napoletano potrebbe benissimo interpretare, tanto quanto i più esperti Amadeus e Conti, anche il ruolo di direttore artistico. «È un grande showman», ha detto Mazzi, sottolineando che se la Rai dovesse scegliere lui e lui dovesse accettare, potremmo trovarci di fronte al «primo caso in cui avremmo un conduttore, direttore artistico e anche showman». Praticamente uno e trino. 

C’È CHI FRENA
Un upgrade rispetto ai pur esperti timonieri sanremesi di questi anni. Lo slancio di Mazzi, tuttavia, al netto del solito gossip politico che vede l’ex di Belen amatissimo tra le file di Fratelli d’Italia, da molti è stato considerato destabilizzante in una edizione in corso. Tanto da portare il direttore del Prime Time Rai, Williams Di Liberatore a richiamare, fino a sabato, tutta l’attenzione sulla kermesse in corso. Clamorosamente, però - e stavolta senza nemmeno un velo di ironia o sarcasmo - a stemperare, ancora una volta ci ha pensato il serafico, “democratico e cristiano” Carlo Conti. «Non mi sento offeso in alcun modo», ha risposto l’attuale direttore artistico alla stampa. «Ho detto da tempo che questo era il mio ultimo Festival, sia che fosse andato benissimo, sia malissimo. Nei miei confronti non ho sentito alcun tipo di offesa, non mi sono sentito messo in difficoltà».

Caso chiuso in chiave televisiva, dunque, ma apertissimo sulla linea di un altro tema non da poco: il “ricambio generazionale” nel mondo dello spettacolo e della cultura che il governo quantomeno pare proprio caldeggi. Per non farsi mancare nulla, infatti, Mazzi ha sostenuto con forza anche la scelta di Beatrice Venezi alla direzione del Teatro La Fenice. Una linea chiara, mirata a premiare volti giovani, capaci e - nel caso di De Martino - particolarmente popolare e abile nel parlare a un pubblico sempre più intergenerazionale.

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Il nodo, semmai, potrebbe essere quello di capire quale profilo artistico andrebbe a prendere l’inedita figura “una e trina” di un direttore artistico, conduttore e anche one man show che toccherebbe in sorte al pupillo di Maria De Filippi. Sta di fatto che, non senza sorpresa, proprio il sottosegretario Mazzi ha dato il calcio d’inizio a una partita sotterraneamente già in corso da tempo, addirittura dall’uscita di scena di Amadeus. Con l’Ariston pronto a diventare il palco simbolo di un netto ricambio anagrafico. Una rivoluzione che consacrerebbe, anche in ambito culturale, la generazione dei ‘90’s (De Martino e nato un mese e una settimana prima del crollo del muro di Berlino). Quei ragazzi oggi 30/35enni pronti a prendere il comando anche di tempi sacri come certamente è il Festival di Sanremo.