Gli scontri a Torino in occasione della manifestazione di Askatasuna non sono stati dimenticati, così come le proteste violente a Milano in occasione dell’inizio dei giochi olimpici invernali di Milano-Cortina.
Fuori dal Coro, programma di attualità e approfondimento condotto da Mario Giordano, in onda ogni domenica alle 21.30 su Rete 4, è andato a intervistare Andrea De Marchi, direzione nazionale CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), tra i fautori di tutti questi scontri e per nulla accomodante per una soluzione più diplomatica: "Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo Paese con ogni mezzo necessario e possibile e renderlo ingovernabile! Torino è un punto di partenza per una nuova lotta, per nuovi obiettivi più avanzati. Riconosciamo legittime tutte le forme e i modi che il movimento operaio e popolare del nostro Paese si dà per protestare. Quel che è accaduto in quella situazione (il poliziotto preso a martellate a Torino, ndr) è che a un rambo gli ha detto male".
Intanto Leonardo, il ragazzo protagonista delle violenze di Torino ai danni dell’agente Alessandro Calista, proprio quello preso a martellate, è stato arrestato e poi rilasciato dopo poche ore, perché partecipe anche delle violenze scatenatesi a Milano. Nel loro servizio, Costanza Tosi e Federica Altamura spiegano: “Il picchiatore è stato rilasciato poche ore dopo e adesso è libero di continuare la lotta. I black block restano impuniti e così alzano il tiro. Sette sabotaggi in una settimana, ferrovie nel caos e la rivendicazione. ‘Queste olimpiadi non potevano iniziare in maniera migliore’, si legge in un post di Sottobosko Blogs, ‘pare necessario armarsi degli strumenti della clandestinità, del conflitto e del sabotaggio. Fuoco alle olimpiadi e a chi le produce’, poi il simbolo dell'anarchia. A soffiare sul fuoco – continuano le giornaliste - anche sigle come il Nuovo Partito Comunista Italiano, da sempre legato ai comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo che, in un comunicato pubblicato sul proprio sito, difende i facinorosi di Torino, considerando giusto e legittimo quello che hanno fatto”. A Livorno, nel centro sociale ex-caserma occupata, un altro militante è convinto: “Secondo me la lotta armata è l'unica soluzione al momento plausibile!".
A Roma, infine, la situazione degenera con l’aggressione alla troupe del programma, giunta sul posto per documentare lo sgombero di un centro sociale. Le giornaliste a fatica respingono gli assalti: “Giù le mani, stiamo in un luogo pubblico. Non toccate la camera! Non è roba vostra!”. I protestanti, però, non arretrano e minacciano: “Se tu entri un po' così io te la rubo la camera. Guarda che te la sfiliamo la telecamera. Adesso prendo il microfono e te lo faccio mangiare”. Una delle giornaliste chiede invano: “Ma non siete qua per il corteo?”. La risposta del manifestante è scioccante: “No, siamo qua per allontanarvi, perché non ci va che siete qui”.
"Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo Paese con ogni mezzo necessario e possibile e renderlo ingovernabile!"
— Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) February 15, 2026
Andrea De marchi, direzione nazionale CARC#Fuoridalcoro pic.twitter.com/peOOR6m46i




