(Adnkronos) - Le cantate di Stradella tracciano con maestria un itinerario attraverso le vie dei sentimenti umani: dal lamento del Sultano Solimano 'il Magnifico' ('Sotto l'ombra d'un aureo diadema') , disperato per aver perso il proprio regno nelle battaglie contro gli eserciti cattolici europei, alla mutevolezza dei sentimenti umani ('Come in ciel dell'aureo crine'). E ancora dalle pene amorose ('Affligetemi pur memorie amare') alle sfide del destino ('Bella rosa nel cui stelo'). Alessandro Stradella (1639-1682) è ricordato dalla storiografia musicale sia per le sue pregevoli composizioni che per la morte violenta; inizia la sua carriera a Roma dove compone oratori per l'Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso e per l'Oratorio della Pietà ma anche mottetti, cantate da camera, serenate, prologhi e intermezzi comici per il Teatro di Tordinona. Stradella si trasferisce poi a Venezia nel 1677 e nel giugno dello stesso anno è costretto a fuggirne per essere diventato amante di Agnese Van Uffele, protetta del nobile Alvise Contarini. Un periodo controverso di cui rimangono solo i sei componimenti, andati dimenticati poi con la sua morte per mano di sicari il 25 febbraio 1682.



