Libero logo

Teatro: Castelfiorentino, in scena venerdi' 'Jancu. Un paese vuol dire'

domenica 20 gennaio 2013
Teatro: Castelfiorentino, in scena venerdi' 'Jancu. Un paese vuol dire'

2' di lettura

Roma, 19 gen. - (Adnkronos) - Un fondale bianco, un spazio scenico bianco con al centro una sedia, bianca, un attore vestito di bianco. E' questa la cornice al cui interno si inserisce la parabola narrativa di 'Iancu. Un paese vuol dire', ultimo lavoro dei Cantieri Teatrali Koreja scritta a quattro mani da Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno, in scena nel ruolo principale in programma da venerdi' prossimo, al Teatro del Popolo di Castelfiorentino, primo appuntamento della rassegna 'La nostra storia-Teatro Civile'. Iancu e' il racconto di una giornata. Una domenica dell'agosto del 1976 in cui la grande storia invade la vita e le strade di un paese del Salento. Un famoso bandito, fuggito dal carcere di Lecce due giorni prima, e' stato riconosciuto mentre si nasconde nelle campagne del paese. Inizia cosi' una tragicomica caccia all'uomo che coinvolge un po' tutti, bambini compresi. Ma questo non e' solo il racconto di una giornata. E' il racconto di un'infanzia e degli inganni e le illusioni che la circondano. Ed e' soprattutto il racconto di un'epoca. Attraverso gli occhi di un bambino di otto anni viene ricostruito il mosaico del ricordo. Uno strano e deformato affresco di quegli anni nel profondo Sud. Un sud che oggi non c'e' piu', piazze e comunita' che si sono svuotate e si sono imbarbarite o sono state svendute. Con quegli occhi a volte spalancati, altre socchiusi, altre ancora addormentati e in sogno, si racconta un mondo, frammenti di storia e di uomini e di donne, di battaglie tra bande rivali e giochi pericolosi. Nessuna cartolina, nessuna nostalgia. Un mondo fotografato un attimo prima di scomparire. Un mondo di figure mitiche, contadini, preti, nonni, libellule, giornaletti e una gran voglia di diventare grandi, chissa' poi perche'.