(Adnkronos) - In 'Foxfire' come ne 'La classe', l'attenzione di Cantet si concentra sugli adolescenti. "Girando 'La classe' avevo avuto l'occasione di apprezzare molto da vicino l'energia travolgente degli adolescenti -spiega il regista- quindi la voglia di tornare a lavorare con delle adolescenti, che sono le protagoniste di 'Foxfire' e' stato uno degli elementi che mi hanno convinto a realizzare questo film". Una pellicola che racconta la nascita di una gang al femminile nei sobborghi popolari della New York anni '50, intenzionata a vendicarsi delle angherie subite dagli uomini. "L'adolescenza -prosegue Cantet- e' un momento appassionante, forse non cosi' piacevole da vivere, anche se molti ne parlano con grande nostalgia, ma da osservare e raccontare e' un momento estremamente straordinario perche' e' quello in cui si cerca di capire chi siamo, si cerca appunto se stessi. Un periodo caratterizzato da una grande energia che si mette in tutto quello che si fa, che serve a costruire quello che saremo da adulti, anche se spesso -conclude- si sbatte la testa contro il muro".




