(Adnkronos) - Dal primo lavoro nel padule di Campi Bisenzio, dove si recava ogni giorno con la sua "mitica Dyane Citroen sei cavalli", al villaggio di vacanza di Cecina, dove divento' "il piu' grande pizzaiolo della costa tirrenica", fino all'avventura parigina, a seguito della quale ebbe l'illuminazione sul proprio futuro: "Io, Carlo Monni, nato a Champs sur le Bisance, un passo alla volta, senza rendermene conto, diventai attore, un capo-comico, un istrione, un animale, una bestia da palcoscenico". "Oggi, nel nuovo secolo -prosegue il testo- passeggio per i teatri con Boccaccio e Dante, declamo di Farinata degli Uberti e del tenero ed incommensurabil amore di Paolo e Francesca. Mi vesto nei camerini, ansimo sui palchi per Pinocchio, con Ceccherini e Paci. Recito le Compilation 1-2-3, Falstaff e gli allegri compari dell'osteria del cinghiale, Dino Campana, il Lamento di Cecco da Varlungo e Benvenuti in casa Gori". "Ogni mattina, col sole o con l'acqua, scendo dal tram, alla fermata Paolo Uccello e se mi volto, vedo la cupola del Brunelleschi, laggiu' in fondo, nel mezzo al mare di Firenze. Macino chilometri, alle Cascine, compro pane e verdure in Oltrarno. Giro per i teatri, i bar, le feste, le piazze. Amo la compagnia degli amici, delle donne in miglior grado.Soffro, sbraito, mi lamento, rivolto le budella, piango, rido, mi sganascio! E' per la vita, triste e allegra, che mi vanto. Amoreggio! Mangio e bevo! E canto!", racconta Monni nel libro.




