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La versione del portoghese

Cristiano Ronaldo accusato di stupro: "Con Kathryn Mayorga sesso spinto, le ho chiesto scusa. Ma..."

7 Ottobre 2018

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Cristiano Ronaldo

Per capire cosa sia successo nella suite 57306 del Palms Place Hotel di Las Vegas, il 13 giugno 2009, è utile sentire il racconto di Cristiano Ronaldo, accusato di stupro da Kathryn Mayorga. Nel dettaglio, si tratta della prima versione resa dal portoghese oggi in forza alla Juventus, raccontata all'epoca dei fatti dalla sua squadra di avvocati. "Si è trattato di sesso consenziente", aveva spiegato. E ancora, CR7 aveva rivelato che non si era trattato di sesso romantico: "È stato brusco, frettoloso e sbrigativo". Tanto che la Mayorga restò con qualche livido: "Ripeteva: no, non farlo, io non sono come tutte le altre". Tanto che, aggiunse Ronaldo, "alla fine mi sono scusato". Insomma, sesso spinto. Anche un po' violento. Ma stando alla versione dei fatti del portoghese non si è mai e poi mai trattato di stupro.

La Mayorga, da par suo, interpellata dai legali che chiedevano se avesse alzato la voce, rispose: "Ho detto no e basta svariate volte". Ed è questo il punto chiave della vicenda, ritornata prepotentemente al centro delle cronache nonostante l'accordo extragiudiziale che avevano raggiunto i due, 375mila dollari per il silenzio della donna. Nel frattempo, però, a complicare il quadro ci si è messa la sparizione delle prove. Non si trovano più infatti il verbale reso nel 2009 alla polizia di Las Vegas dalla Mayorga, il vestito e la biancheria intima che la ragazza indossava al momento del presunto reato. Interpellata sempre dal Der Spiegel sulle ragioni della sparizione di questi elementi, la polizia di Las Vegas ha preferito non commentare.

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