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L'Inter ha troppa fretta di regolare i conti con Spalletti: occhio, Champions a rischio

13 Maggio 2019

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Luciano Spalletti, Inter

Il problema per l' Inter è che nel momento in cui il presente diventa pesante si parla del futuro. Le voci su Conte sono troppo insistenti per non destabilizzare Spalletti, che infatti alla vigilia del Chievo si concede una battuta per difendersi. È comprensibile il suo fastidio, ma non è consigliabile mostrarlo ora.

La Champions conviene a tutti, anche a lui, anche nel caso in cui non dovesse disputarla con l' Inter. Dunque è meglio incassare, sorvolare, fare punti ed eventualmente rivendicare i propri meriti a giochi fatti e smascherare questi fantomatici "Robert Redford", le presunte spie.

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Ora i sospetti non servono, non fanno bene a nessuno, complicano il rettilineo finale di un' Inter chiamata ad una prova di maturità non più procrastinabile. Non vince da tre partite, è come se giocasse da un mese con la calcolatrice in mano, rischiando il meno possibile. Ma qualsiasi calcolo non può prescindere da una vittoria sul Chievo. È ovvio. Serve ribadire all' Inter la necessità di una prestazione solida e seria, anche più del solito, proprio perché il rivale sembra non esserci e invece è doppio: il Chievo leggero e la potenziale distrazione.

Intanto la Juventus passeggia e finisce per perdere con la Roma. C' è poco da analizzare nella squadra bianconera, da tempo in vacanza, se non il fatto che Allegri non stia sperimentando come aveva promesso. Può darsi che stia prendendo tempo, come se si fosse messo sulla difensiva in attesa della prima mossa della società circa il suo futuro. Intanto Nedved aggiunge pepe dichiarando che «chi vivrà vedrà».

La Roma si aggrappa all' ultimo treno per la Champions. È significativo che segni Florenzi, fischiato per tutta la stagione, unico in grado di andare oltre l' ovvio, di non accontentarsi della mediocrità, ormai di tendenza. In A, infatti, troppe squadre faticano ad azzardare, c' è troppa gestione e poco sentimento. Lo hanno forse solo l' Atalanta e il Torino, che infatti sono le uniche oltre le aspettative. La rovesciata di Belotti appartiene alle cose folli sempre più rare in questo campionato. Non è un caso che lo stadio Grande Torino sia tornato pieno quest' anno. Il richiamo non sono tanto i risultati, ma il modo in cui si inseguono.

Al campionato italiano serve un' educazione al coraggio. Sarebbe più competitivo e più appassionante e guarderemmo con meno ammirazione ciò che succede in Champions, dove si gioca così, assecondando la follia. Per fortuna anche in fondo alla classifica alcune squadre non hanno gettato la spugna. L' Empoli infatti vince a Marassi contro la Samp e si porta ad un punto dal Genoa, che invece è terrorizzato dall' idea di retrocedere. La differenza è che l' Empoli aveva un progetto di gioco ad inizio anno, poi l' ha abbandonato ma si è ricreduta in tempo, il Genoa invece non l' ha mai avuto. Ha venduto Piatek a gennaio pensando di essere già salvo e ha cambiato tre allenatori, come accade praticamente ogni stagione. Non è quindi un caso. È una prassi sbagliata che finora non ha presentato il conto. Ma non è detto che sia una grazia eterna.

di Claudio Savelli

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