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Fabrizio Biasin, un campionato con molti dubbi. Tranne uno...

di Andrea Tempestinidomenica 18 marzo 2018
Fabrizio Biasin, un campionato con molti dubbi. Tranne uno...

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Procediamo per pensierini, che la ciccia è tanta e lo spazio no. Puoi essere amico o nemico della Juventus, ma se non ti rendi conto che i bianconeri viaggiano su un pianeta diverso da quello chiamato «serie A», il problema è solo tuo. Undici rincalzi «a caso» pescati dalla rosa di Allegri sono più forti rispetto ad almeno una dozzina di «squadre titolari» in serie A. Il Napoli ha sempre i soliti guizzi, ma non più la stessa martellante continuità di un mese fa: così potrebbe agevolmente vincere un campionato «normale», non quello con la Juventus. Ma, attenzione, c’è ancora lo scontro diretto. L’Inter è ancora convalescente, ma ieri a tratti è parsa la squadra convinta di inizio stagione. Il paradosso è che i ragazzi di Spalletti sembrano più a loro agio con le avversarie più forti rispetto a quelle che devono battere per forza. C’è chi dice «il Milan ha culo», ma non si rende conto che il suddetto è appendice che serve ai detrattori per trovare appigli e, al contrario, fa godere come linci i vincitori. I rossoneri portano a casa un successo all’ultimo secondo figlio dell’entusiasmo e di Gattuso. Dopo la scoppola in Europa League si prevedevano possibili ricadute: a casa Ringhio non sono ammesse e, ora, la qualificazione alla Champions è davvero una possibilità concreta. Simone Inzaghi è un eccellente allenatore, certamente la più bella sorpresa di questa stagione. Per questo gli consigliamo di evitare certe sparate su Var e affini: rendono lui e la sua Lazio meno belli di quel che sono (a meno che non pensi davvero che ci sia una longa manus che vuole penalizzare i suoi, ovviamente). Immobile ha realizzato un gol raro. Quest’anno gli riesce tutto. Pensare che non possa esprimersi al Mondiale in maglia azzurra fa un male bestiale. E poi c’è Astori, anzi, la Fiorentina. Oggi all’ora di pranzo l’Italia e gli italiani erano tutti lì: un addio fa sempre male, questo resterà per sempre. di Fabrizio Biasin

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