Firenze, 18 mar. (Adnkronos) - "L'anno prossimo, se saremo qualificati e spero di sì, un mese prima dei Mondiali valuteremo le condizioni di Totti sicuramente. Se le condizioni sono queste saremo obbligati a prenderlo in considerazione". Cesare Prandelli ammette che valuterà molto bene la condizione di Francesco Totti prima dei Mondiali 2014 in Brasile. "E' difficile parlare ora, ma sembra un ragazzino, ha una motivazione forte e qualità incredibili e le parole di Mazzone mi hanno fatto riflettere: se starà così prima del Mondiale, valuteremo", aggiunge il ct azzurro che non esclude neanche Antonio Cassano. "Se starà bene prenderemo anche lui in considerazione, come abbiamo fatto con Di Natale". Prandelli non vuole cali di concentrazione né contro il Brasile in amichevole, né contro Malta, gara valida per le qualificazioni ai Mondiali 2014. "La mia idea è quella di affrontare due gare di qualificazione. Sarebbe un errore pensare che quella importante è con il Brasile, forse è più importante quella di Malta per i tre punti". "Con il Brasile non devi sprecare tempo per preparare mentalmente la partita. Nessun tipo di esperimento ma solo una delle prime partite importanti", prosegue il ct dell'Italia. Prandelli ha scelto di affidarsi ad una nazionale dei blocchi. "Tanti giocatori della Juve ma abbiamo anche cinque romanisti. Mi piace l'idea di poter lavorare sui blocchi, non avendo molto tempo arrivano giocatori che hanno delle conoscenze, hanno una cultura importante e lo spirito di squadra può essere avvantaggiato da questo, ma le scelte sono sempre dettate da un merito. Non vedo giocatori molto più forti di quelli che ho convocato". Per quanto riguarda il modulo il tecnico azzurro sta pensando al 4-3-3. "E' un percorso che dobbiamo fare, ma non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo fatto. Il centrocampo di qualità non lo voglio accantonare, è un percorso da fare assieme e non si può improvvisare. Il centrocampo deve avere buona dinamicità, sono cose che devi fare sul campo, in queste partite valuteremo tutto". Tra le novità c'è la convocazione del giocatore del Torino, Alessio Cerci. "Quest'anno ha dato continuità alle prestazioni, Ventura gli ha trasmesso le giuste motivazioni, è un ragazzo interessante, ha buone qualità tecniche e un ottimo tiro, è un percorso che abbiamo voluto iniziare pensando di poter usare in futuro due attaccanti esterni. Quello che si nota è che ha una grandissima motivazione e attenzione durante la gara e le reti dipendono da questo", spiega Prandelli. Il ct sottolinea come sia migliorato il gioco delle squadre italiane. "La maggior parte delle squadre italiane tengono la palla bassa. Il nostro campionato sta dimostrando di essere tra i campionati più difficili ed è particolarmente interessante". Poi sulla Juve aggiunge: "In campionato il vantaggio della Juventus è notevole e auguriamo ai bianconeri in Champions di andare avanti. Ma la soddisfazione migliore per un tifoso è vedere la squadra che in campo lotta, vuol dire che si può confrontare con tutti anche a livello europeo". Prandelli, commentando poi lo sfogo del tecnico della Juventus, Antonio Conte, dopo la gara vinta con il Bologna, in cui il tecnico è stato insultato e il pullman bianconero è stato colpito da bastonate, sassi e sputi, dichiara: "Lo sfogo di Conte? Questo clima non mi piace ma dobbiamo dare un contributo perché possa migliorare questo clima, anche parlando. Conte ha ragione queste situazioni sono talmente esasperate e violente che possono dare fastidio e far pensare ad un allenatore di cambiare". "All'estero rimarcano il fatto che questi aspetti non ci sono. La partita viene vissuta come evento sportivo e con forte emozione e finisce li. In Italia c'è molta violenza, esasperazione, provocazione. Il nostro compito è essere corretti e non accettare provocazioni sul terreno di gioco per 90 minuti", prosegue il ct azzurro. "Andare all'estero? Ragionando a mente fredda potrei dire che all'estero hai la possibilità di fare il tuo lavoro e non disperdere energie per queste cose". Il ct azzurro evidenzia comunque come i protagonisti del calcio debbano essere i primi a dare il buon esempio. "Noi siamo responsabili del nostro comportamento in campo, è determinante. Dobbiamo iniziare noi e avere un grandissimo rispetto nei confronti di tutti. Se ci sono provocazioni bisogna avere la forza di reagire in maniera ferma. L'esultanza? Ognuno è libero di esprimere le proprie emozioni, ma c'è una linea sottile tra l'esultanza e il mancare di rispetto degli avversari".




