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Lance Armstrong, accusa-choc all'Italia: "Avete ucciso Marco Pantani"

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 Lance Armstrong è il protagonista di un lungo documentario di tre ore e un quarto sulla sua carriera ciclistica. In Usa è andato in onda la prima parte, la seconda si vedrà lunedì In Europa arriverà a fine giugno. Il titolo del documentario è Lance, realizzato da Marina Zenovich ed è la storia, scrive il Corriere dello Sport di "un campione (o presunto tale) pronto a tutto pur di primeggiare. Pronto a doparsi come un cavallo con l’unico intento di vincere, sempre e comunque". C’è spazio anche per gli italiani come Marco Pantani e Ivan Basso.  “L’Italia glorifica Basso, lo tiene in gran conto gli offre un lavoro e lo invita in tv. Eppure lui non è molto differente da me o Jan Ullrich. L’Italia poi ha demolito e ucciso Pantani. Marco è morto, fottutamente morto", rircorda amaro lo statunitense.

 

 

Il primo incontro tra Armstrong e il doping avviene presto, a soli 21 anni. Si affida all’ormone della crescita per vincere il mondiale di Oslo nel 1993 (“Mi superavano tutti, mi ero stancato di restare indietro, di uscire sconfitto. Io volevo cominciare a vincere e non fermarmi più. Divenne un’ossessione”).  Ma con la conseguenza di un terribile tumore ai testicoli e al cervello che però riuscì a superare. Nel 1998 incontrò l’Epo: “Tutti ne facevano uso, era un farmaco che ti faceva andare fortissimo senza rischi per la salute, al contrario degli ormoni che ti facevano crescere le cose buone e quelle cattive, come appunto il tumore”. 

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