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Alessandro Alciato lascia Sky Sport dopo 17 anni. "Tutti tranne uno", indiscreto piccante: il collega dietro l'addio

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Nuovo doloroso addio in casa Sky Sport 24. Anche Alessandro Alciato, giornalista e bordocampista tra i più famosi della tv italiana, dice addio al canale all sport come fatto in poche settimane da Riccardo Trevisani, Lele Adani e Massimo Ambrosini. Certo, molto potrebbe aver inciso la "Botta" Dazn, con i diritti della Serie A "scippati" e Sky di fatto svuotata o quasi. Secondo Dagospia, dietro però ci potrebbero essere anche degli screzi personali con il direttore Federico Ferri.

 

 

 

 

"Lascio Sky, dopo 17 anni. Oggi è stato il mio ultimo giorno - è l'annuncio di Alciao sui social, con commovente foto in coppia con lo scomparso Paolo Rossi -. E’ difficile prendere sonno perché inizia una rincorsa contro il tempo, non quello che verrà, ma il tempo che è stato. Attimi da mettere in fila nella memoria, con delicatezza. Rimanere svegli significa avere più tempo a disposizione per pescare flash dentro di sè, all’improvviso. Luci di passaggio. Non è stato lavoro, è stata vita. Meravigliosa, intensa. Bella. Sono arrivato come Alessandro, dopo pochi giorni sono diventato Teemu. Per Paola, Claudia e Geri lo sono ancora oggi".

 

 

 

 

"Mi chiamano così e ogni volta che li guardo spero che capiscano cosa sto pensando: “Vi voglio bene”. Per tutti gli altri sono Alci, che è allo stesso modo affettuoso e mi piace. Negli ultimi 17 anni sono stato fortunato, ho incontrato anche l’amore. Fra Sky Sport e Sky Sport 24 ho avuto Direttori con la lettera maiuscola: Giovanni Bruno, Massimo Corcione e Fiorenzo Pompei, le mie stelle polari. Poi Fabio Guadagnini, Fabio Caressa, Matteo Marani (se lo cerchi sul dizionario dei sinonimi lo trovi alla “q” di qualità), Giuseppe De Bellis. Sono stati loro i miei Direttori. Nelle riunioni e nelle chat di lavoro parlavano di concetti altissimi, non di Sabrina Salerno". Unico non citato, Ferri, appunto.

"Grazie per avermi voluto - prosegue Alciato nel suo post d'addio -. Per avermi designato su Ascoli-Milan, il mio primo bordocampo (guardavo lo stadio Del Duca e vedevo il Bernabeu, poi ci sono arrivato) e da lì tutto è partito. Ma soprattutto per avermi mandato a Coverciano. Mi è capitato di piangere in un angolo, per la semplice emozione di esserci. C’ero all’Olympiastadion di Berlino il 9 luglio 2006 e a Wembley l’11 luglio 2021, dove Chiellini mi ha abbracciato e Verratti regalato la sua maglia. Mi sono commosso. Non si chiama debolezza, si chiama felicità assoluta. E non me ne vergogno. Giorgio e Marco sono gli ultimi due flash pescati in queste notti insonni. Grazie a tutti i colleghi (un onore e un privilegio incontrarvi) per le telefonate e i messaggi di queste ore. Solo una persona non si è fatta viva, quindi la media è quasi perfetta. Arrivederci Sky, grazie di tutto. Di cuore. 17 anni sono volati. A 18 si diventa maggiorenni. Si esce di casa. Ma casa, resterà per sempre tale".

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