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Carlos Alcaraz "smaschera" Allegri: cosa c'è dietro al colpo della Juventus

Claudio Savelli
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Carlos Alcaraz è un gran colpo. Così grande da suggerire l’ovvio: la Juventus punta in alto. In apparenza punta in alto in futuro, visto che l’argentino di La Plata ha 21 anni, ma in pratica lo fa nel presente, visto che uno dei migliori talenti in circolazione arriva in chiusura del mercato di gennaio e non in estate, a scudetto già assegnato.

È il rinforzo richiesto da Allegri per competere con l’Inter fino in fondo, almeno per il ruolo: mezzala di proiezione offensiva con assist e gol nelle gambe, capace di distendere la squadra con quegli strappi di cui la Juventus si nutre. Poi non è esattamente il giocatore formato, esperto, navigato che il tecnico preferiva, se è vero che il desiderata erano Bonaventura, 34enne che nel calcio italiano ci è nato e cresciuto, o Pereyra, 33enne che Allegri aveva già allenato nella sua prima Juventus.

Però Alcaraz è senza ombra di dubbio un talento pronto a giocare subito, già svezzato da un’annata in Premier League con 18 apparizioni, 4 gol e 2 assist. Il tutto premettendo che questo ragazzo ha una personalità ben più evoluta rispetto a quanto non suggerisca l’anagrafe: a soli 17 anni debuttava infatti con il Racing e esultava in modo polemico sotto la curva del Boca Juniors dopo il gol decisivo nel Trofeo de Campeones.

 

REFERENZE
Queste sono le referenze portate da Giuntoli, che provò a prendere il ragazzo per il Napoli, ad Allegri, la cui risposta è stata ovviamente affermativa: benvenuto Alcaraz anche perché Rabiot e McKennie sono reduci da acciacchi e Miretti continua a non convincere del tutto. Dicono: se giocava nella serie B inglese un motivo ci sarà. Sì ed è il Southampton, generalmente una grande garanzia in fatto di giovani ma caduto in disgrazia lo scorso anno con l’ultimo posto in Premier. In estate non c’è stata la possibilità di acquistare Alcaraz primo perché Giuntoli non ne ha avuto il tempo e secondo perché la Juventus non poteva esporsi sulla cifra, che è notevole. Non sono noccioline i 3,2 milioni di sterline per il prestito (circa 3,8 milioni di euro) e non lo sono nemmeno 42 milioni di sterline (49,2 milioni di euro) per il diritto di riscatto. Un prestito così ben pagato indica la volontà di riscatto da parte di chi ingaggia e l’ammontare totale dell’operazione, pari a 53 milioni, certifica le ambizioni della Juventus sul breve periodo.

È vero che è ancora un investimento potenziale, su Alcaraz c’è un diritto di riscatto e non un obbligo ma l’esborso per il prestito e l’età del giocatore (difficile pensare che la Juve valorizzi talenti per altri) suggerisce quale sia l’intenzione della società: riscattarlo. Anche perché, diversamente dalla scorsa estate, quella cifra è già coperta dalla Champions League che può dirsi raggiunta, visto che sono ben 18 i punti di vantaggio sulla quinta in classifica, un margine praticamente impossibile da bruciare nelle 16 gare che restano da giocare.

Allegri chiedeva giocatori pronti, Giuntoli ha portato Alcaraz, Djaló, Barido, Adzic e Pedro Felipe, con questi ultimi destinati alla Next Gen ma sempre più bacino della prima squadra. Età media: 19 anni. Ma Alcaraz è un caso a parte, l’unico preso per aiutare qui e ora la Juventus perché oltre a caratteristiche che mancavano porta l’entusiasmo necessario in una corsa psicologica come quella contro l’Inter. Che Alcaraz sia arrivato alla vigilia dello scontro diretto di domenica è un caso dettato dal calendario, ma l’effetto benefico sulla squadra e sulla piazza bianconera che si avvicina all’evento è indubbio. Se la Juventus torni a muoversi su certe cifre vuol dire che, in quanto ambizioni, è già oltre il quarto posto citato da Allegri, e questo gasa sia i giocatori sia i tifosi. Non serve ammetter a parole che l’obiettivo è lo scudetto: il colpo-Alcaraz parla chiaro.

 

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