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Bologna, rapinata la gioielleria della Serie A: il caso che agita i rossoblu

Claudio Savelli
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Non è più un sogno ma un obiettivo concreto, quindi possiamo svegliarli. Cari tifosi del Bologna, la Champions League è più vicina che mai (+5 sulla Roma e domani alle 12.30, diretta Dazn e Sky Sport, la “morbida” sfida al Frosinone), quindi che fare da grandi? Essere una grande o non esserla? Cedere i migliori giocatori, per cui ci saranno offerte irrinunciabili, o tenerli in rosa per vivere la prima Champions come si deve?

La buona notizia è che Giovanni Sartori, deus ex machina dell’ascesa, ha già sviscerato questo dilemma all’Atalanta. Scelse una via di mezzo, il cosiddetto player trading di cui è maestro: venderne uno, massimo due, per tenere tutti gli altri. E con i tanti soldi che entrano, ingaggiare i nuovi Zirkzee e Ferguson. Certo, trovare talenti così puri ogni anno non è facile, anche perché servirebbe un Gasperini a dare continuità ed è difficile che lo diventi anche Thiago Motta per una questione di età (ha solo 41 anni) e ambizioni.

Per di più, a differenza di tutti i calciatori del club felsineo, il prodigioso mister italobrasiliano non è un patrimonio. È l’unico con il contratto in scadenza a giugno e non porterebbe denaro in caso di addio, oltre al fatto che l’allenatore, salvo rare eccezioni, non ha un prezzo di cartellino.

 

INTENZIONI CHIARE
Su Thiago Motta l’intenzione del patron Saputo è chiarissima: provare a rinnovargli il contratto alzando l’ingaggio attuale di 2 milioni netti a stagione a 3 e mezzo grazie ai 50 milioni garantiti dalla Uefa per la sola partecipazione, con la promessa di lasciarlo andare quando vorrà a partire dall’estate 2025. Sul mister si sta intensificando il pressing della Juventus, ma anche Bayern Monaco e Barcellona lo hanno messo in lista. Dipenderà da Thiago Motta: sarà del partito di Xabi Alonso o preferirà cogliere il treno di una già grande che passa? Ad oggi propende per la seconda ipotesi. Tutto un altro discorso per i giocatori. Detto che Zirkzee non verrà riacquistato dal Bayern per 40 milioni, per il Bologna ne vale 65: il Milan è sempre più convinto di avvicinarsi, a prescindere dall’eventuale riscatto di Saelemaekers che porterebbe 10 milioni ai rossoneri.

 

Dovesse restare l’attaccante belga, sarà Ferguson a lasciare il club in cambio di 35 milioni che potrebbero arrivare dall’Aston Villa in caso di qualificazione in Champions. Calafiori e Beukema sono i centrali che tutte le grandi di A vogliono, ma avvicinarsi ai 20-25 milioni è difficile: l’Inter ci può provare solo cedendo qualcuno, il Napoli farà un tentativo concreto. Lucumì è l’alternativa low cost, per così dire: 15 milioni servono.

La lista è lunga, anche perché nel Bologna sono tutti ampiamente under 30: Ndoye e Orsolini sono ali che fanno gola a Napoli, Juventus, Milan e Fiorentina, Kristiansen e Posch i terzini graditi alle romane. Tra i magnifici dieci, l’eccezione è Fabbian, su cui l’Inter vanta un diritto di riacquisto a 12 milioni da esercitare nel 2025: molto probabile, considerando che ne vale già di più. D’altronde questo è il Bologna da Champions, nonché il Bologna che tutti vogliono per sé.

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