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Ranieri, il gentiluomo del calcio punta la Coppa Italia

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In una conferenza stampa senza polemiche, il tecnico presenta la finale con l'Inter

Roberto Amaglio
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Si può non essere romanisti; si può non amare il calcio (soprattutto quello degli scandali, degli stipendi faraonici, delle tifoserie violente, degli amanti delle telefonate, ecc., ecc.), ma mai come in questo caso tutti dovremmo essere sostenitori di Claudio Ranieri. Forse gli avrà fatto bene l'esperienza inglese alla guida del Chelsea (ma il bon ton l'allenatore romano lo ha sempre avuto), ma in tutto questo marasma provocato dalla lotta scudetto, da Lazio-Inter e dalle ipotesi di "biscotto" e minacce ai presidenti, il trainer giallorosso è riuscito elegantemente a dribblare tutte le polemiche, riportando miracolosamente l'attenzione sulla finale di Coppa Italia che si disputerà domani sera proprio all'Olimpico di Roma proprio contro l'Inter, l'avversaria di sempre. "Non ci sono favoriti - ha affermato Ranieri nel corso della conferenza stampa -. Sappiamo tutti della forza dei nerazzurri, ma anche la Roma ha dimostrato le sue qualità. Ce la giochiamo alla pari, 50 e 50, vinca il migliore". Gioco? Miracolo! Si parla di schemi, qualità e punti deboli dell'avversario, con tanto di riferimento pacifico agli pseudotifosi violenti (alias criminali) che già promettono di dimostrare ancora una volta la loro assurda imbecillità. "I nostri tifosi devono venire per una festa, devono uscire i valori dello sport - afferma un Ranieri in versione pompiere -. La forza è stata l'unità di squadra, siamo arrivati qui per la fiducia e l'energia che ci ha dato il pubblico, deve essere una prova di lealtà sportiva e basta. Non credo ci saranno incidenti, il pubblico deve essere contento come si sta battendo la squadra". Troppo importante infatti per la Roma la conquista di questa Coppa Italia, non solo per l'importanza del trofeo (troppo spesso bistrattata da squadre e cronaca), ma soprattutto per l'aspetto simbolico che assumerebbe il successo. "La partita rappresenta la fine di un percorso iniziato tra mille difficoltà - sottolinea -. Ma la squadra ha saputo reagire, diventando una delle due protagoniste di questo campionato. Dopo la vittoria dello scudetto, infatti, la Roma ha rivisto i propri piani, si è scoperta saggia nel cercare giocatori giusti a prezzi giusti. Moratti invece è una vita che spende ed è giusto raccolga una parte delle soddisfazioni che merita". Insomma due concezioni societarie diverse. E anche in campo si vedranno due concezioni di gioco diverse. La corazzata Inter contro i palleggiatori romanisti. "Per battere quest'Inter dobbiamo essere compatti, uniti e determinati. Guai a impostare contro i nerazzurri una gara basata sull'agonismo: loro sono armadi, se la mettiamo sulla rissa perdiamo. Noi dobbiamo quindi giocare il nostro calcio, forti di un Totti che è finalmente tornato in buone condizioni e sa essere utile alla squadra. L'Inter? Non credo che ci giudichi inferiori. I nerazzurri faranno di tutto per vincere, esattamente come noi. Con Mourinho i rapporti sono buoni. Lo stimo. Sta facendo benissimo anche nel campionato italiano e si merita tutti i successi che sta conseguendo". E tu, caro Ranieri, meriti una grande serata di sport e di calcio. In quella "pazza" città di Roma, al momento, è il massimo che si può augurare.

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