Bologna? Una città aperta. Tranne lo stadio di calcio

di Leonardo Iannaccidomenica 27 ottobre 2024
Bologna? Una città aperta. Tranne lo stadio di calcio
4' di lettura

«Ragazzi, dove state andando? Lo stadio è chiuso per allerta meteorologica... È stata annullata la partita del Bologna. Non leggete i giornali? Anche la piscina dello stadio ha chiuso i battenti». È sabato pomeriggio a Bologna e, dopo giorni di tregenda, è scoppiata una nuova primavera: 21 gradi, magliette a maniche corte, ragazze che sono tornate a mettere in vetrina le loro forme. Forse abbiamo preso un abbaglio? Fabiano, un adolescente in ottima salute con zainetto e sorriso lunare, si volta e ci guarda malino: «Veramente no, è arrivato un sms della palestra. È apertissima. Chiude solo qualche ora prima. E l’ingresso è lo stesso della piscina. Ma allerta meteo zero, non vede che non sta neppure piovendo?
Anzi, fa un caldo boia».

IN CONTROPIEDE
Ci prende, dunque, per vecchi rincitrulliti. Rimpallati e stupiti, mentre in un sabato pomeriggio ridente stiamo curiosando davanti allo Stadio Dall’Ara, ci chiediamo molte cose. E i dubbi aumentano: ma come, ieri è stato deciso il rinvio di Bologna-Milan in seguito all’ordinanza del sindaco Matteo Lepore che ha preso tutti- Lega Calcio, Milan ma anche lo stesso club rossoblù- in contropiede vietando la regolare disputa della partita e oggi, qui allo stadio considerato inagibile, la storica palestra della Sempre Avanti che ha i suoi locali proprio sotto gli spalti, e quindi a rigor di logica dovrebbe essere chiusa anch’essa, pullula di persone che si stanno allenando? Vecchi sì, rincitrulliti non del tutto, ci diciamo. La partita fantasma si giocherà a febbraio ma non è questo il punto: camminando per le disastrate vie di un quartiere martoriato dalla violenza del maltempo, ci accorgiamo che una partita non è davvero nulla. Non si gioca? Pazienza. Qui c’è gente che ha perso tutto e finito le lacrime. I dubbi sono altri, non certo il calcio interruptus anche se Bologna-Milan ha vissuto una strana storia ed è la prima partita ad essere rinviata per maltempo in una giornata in cui non piove ma il sole divampa. E grazie al cielo, aggiungiamo.



Ieri, difatti, a Bologna era primavera, le condizioni non certo preoccupanti come detto dal sindaco e l’impressione generale che montava negli stessi bolognesi era che lo sbandierato allarme di Lepore sia stato quantomeno esagerato, e usiamo un eufemismo. Anche perché nei siti dei quotidiani locali - Resto del Carlino e Corriere, ad esempio - le notizie del maltempo stanno fortunatamente scalando nella graduatoria delle news, a felice testimonianza che le cose migliorano in città insieme al meteo che conferma, per tutti i prossimi giorni, sole e temperature lievi. In una giornata dichiarata a rischio dal sindaco che, dopo aver chiuso lo stadio ha utilizzato addirittura il terroristico “allerta arancione” del meteo seminando il panico fra i bolognesi già afflitti da giorni difficili, sono aumentati dubbi in noi e fra i bolognesi non allineati all’ideologia imperante secondo cui LepoAlcune immagini di ieri dello stadio Renato Dall’Ara, dove avrebbe dovuto giocarsi Bologna-Milan: accesso alla struttura regolarmente agibile, spalti e terreno di gioco pronti per ospitare la partita, che però non si è fatta dopo la contestata decisione del sindaco Matteo Lepore, al quale alcuni cittadini hanno dedicato degli ironici adesivi appesi qua e là in città, vedi foto a destra. E, sopra la “foto” del sindaco, un gruppo di Angeli del fango accorsi a Bologna re ha sempre ragione.

Nel quartiere Saragozza dove sorge lo stadio, una decina di case sono state allagate, molti gli sfollati, alcune cantine e garage sono stati sommersi dall’acqua del torrente Ravone e i meravigliosi Angeli del fango sono rimasti in azione per giorni. Impagabili questi ragazzi giunti a Bologna anche dalle regioni vicine per spalare e salvare quello che era rimasto integro dai condomini colpiti. Un monumento meriterebbero questi volontari che, restituendo subito un grazie, hanno chiesto in cambio solo qualche panino a pranzo, delle bevanda e poco altro. «Siamo contenti di essere qui a dare una mano, non si dica che i giovani sono sfaccendati e senza voglia di fare le cose. O almeno tutti non sono tali ma, sinceramente, non abbiamo capito perché Bologna-Milan sia stata rinviata. Io sono milanista e avevo una mezza idea, oggi, di cercarmi un biglietto per la partita...». Chi ci parla è Luciano, 22 anni, studente universitario inzaccherato di fango ma sorridente.

CORTEO E AUTO STORICHE
La cosa curiosa, però, e che fa aumentare i dubbi è che nelle ultime ore non ci sia stata uniformità nelle direttive di Lepore sul rinvio di eventi in cartellone a Bologna. Qualche esempio? Stoppata la partita di calcio, che secondo il sindaco non si sarebbe potuta disputare neppure a porte chiuse come avevano chiesto Milan e Lega Calcio, è stato però concesso che la riunione pugilistica Boxing Night, con la conquista del titolo Europeo dei pesi leggeri donne da parte di Pamela Noutcho, si sia regolarmente disputata a porte chiuse. E ancora: la manifestazione Auto e Moto Storiche, in cartellone alla Fiera, non ha avuto problemi di rinvii e ha visto migliaia di appassionati fra gli stand. E si è svolta pure la manifestazione contro il cambianento climatico (!) con un migliaio di ambientalisti in strada... Certo è stata rinviatala partita di basket della Fortitudo, ma per altri motivi che esulano dall’ordinanza del sindaco: il palasport è stato destinato da giorni a ospitare le colonne mobili della Protezione Civile provenienti dalle regioni Campania e Veneto, insieme alla Croce Rossa. Riflettiamo su tutto questo mentre il sole ci abbacina e pensiamo che Bologna è una città (ri)aperta. Lo stadio, no.