Il divorzio è clamoroso ma era nell’aria. Nel circus della Formula 1 quello tra la Red Bull e il suo team principal, Chris Horner, che ha costruito la gloriosa storia della scuderia nata dalle ceneri del team fondato nel 1996 da Jackie Stewart, era un rapporto logoro, tenuto insieme soprattutto dalle vittorie di Max Verstappen, croce e delizia di questo addio. Horner, 51 anni, da 20 era alla guida della Red Bull con cui ha vinto 14 titoli mondiali in tutto: 6 costruttori e 8 piloti. La notizia del licenziamento, con effetto immediato, è arrivata nella mattina del 9 luglio, all’indomani del Gran Premio di Silverstone e con due settimane di anticipo su quello in Belgio, sul circuito di Spa. Un tempismo che alimenta indiscrezioni e intrighi dietro la rottura dal momento che il prossimo faccia a faccia tra stampa e scuderia è previsto, calendario alla mano, il 25 luglio con il nuovo Gran Premio.
A tenere banco adesso sono più che altro le speculazioni, il fattore M, Max Verstappen, il pilota di punta della squadra, in primis. Con un post su Instagram il quattro volte campione del mondo ha ringraziato Christian Horner per tutto, ma la tensione all’interno della scuderia, tra i primi due uomini di casa Red Bull, non era più un mistero per nessuno. Max Verstappen, talento precoce e purissimo, è figlio di Jos Verstappen, ex pilota più scarso che discreto, che ha corso in F1 a cavallo degli anni ‘90/2000, rimediando 106 partenze e due podi. Jos, mentore e agente del figlio, al GP di Silverstone si è visto discutere animatamente con Horner nel paddock.
Red Bull licenzia Horner, terremoto: Verstappen e Ferrari, cosa cambia
Terremoto in Formula 1: la Red Bull ha licenziato il suo storico team principal Christian Horner. Una cacciata clamorosa...RUGGINE
La ruggine fra i due è di vecchia data, ma è nel 2024 che la situazione è esplosa. A fare notizia più che i test in pista che precedono l’inizio del mondiale era stato lo scandalo sessuale che aveva travolto Chris Horner accusato di aver avuto comportamenti inappropriati da una sua collega che lo aveva denunciato. Le indagini lo assolvono e lui per il primo GP dell’anno in Bahrein è al suo posto e la moglie, l’ex cantante delle Spice Girls, Geri Halliwell, anche, al suo fianco, ma ormai il barometro segna tempesta in casa Red Bull.
Nel giro di poche ore da un account anonimo vengono diffusi gli screenshot delle chat tra il team principal e la sua accusatrice. Non sono più le strategie di gara a tener banco, bensì il gossip intorno allo scandalo che ha travolto un re della F.1. Crescono anche le indiscrezioni sul mandante che avrebbe fatto divulgare i file, per alcuni ci sarebbe la mano di Jos Verstappen, molto vicino alla dipendente della Red Bull coinvolta nell’affaire Horner. Per rendere ulteriormente chiare le tensioni nel team Verstappen padre rilascia un’intervista al Daily Mail puntando il dito contro il team principal: «Ci sarà tensione finché Horner rimarrà nella sua posizione».
Nel risiko che ha travolto la scuderia Chris Horner aveva inizialmente avuto il sostegno del 51% thailandese guidato da Chalerm Yoovidhya contro il 49% di proprietà dell’austriaco Mark Mateschitz. Il figlio del fondatore di Red Bull, Dietrich Mateschitz, colui che nel 2005 scelse Horner per mettere le ali alla sua avventura in Formula 1 non condivide assolutamente lo stesso entusiasmo del padre per il team principal. La storia delle molestie rimane una questione delicata destinata comunque a riemergere nel 2026 quando si aprirà il processo.
A far spegnere la stella di Horner avrebbero contribuito anche i risultati deludenti di questo mondiale, con la Red Bull appena quarta nella classifica costruttori e le insistenti voci di un addio di Max Verstappen alla scuderia, che avrebbe dettato le condizioni per rimanere.
Dopo il Gran Premio di Silverstone, Ralph Schumacher, ha raccontato che ci sarebbe stato anche un ulteriore duro scontro tra Horner il padre di Verstappen. Si sarebbe conclusa quindi con un’ennesima lite la gloriosa storia di Chris Horner alla Red Bull, iniziata nel 2005, quando fu scelto da Mateschitz, per guidare la sua scuderia nel difficile mondo della Formula 1. Con l’arrivo di Adrian Newey nel 2006, il progettista più vincente dei box, correggiato da Horner durante una serata di gala nei giorni del Gran Premio di Monaco, si aggiunge talento a talento e si apre così una storia di straordinario successo sui circuiti di tutto il mondo, culminato con l’onorificenza consegnata da re Carlo nel 2024 come riconoscimento per il suo importante contributo al mondo dei motori.