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Federica Brignone, il retroscena: "Così ha battuto dolore e sconforto"

di Leonardo Iannaccisabato 7 febbraio 2026
Federica Brignone, il retroscena: "Così ha battuto dolore e sconforto"

3' di lettura

Federica vista da Maria Rosa, ovvero la Tigre delle nevi analizzata attraverso l’amorevole lente d’ingrandimento di mamma Quario, campionessa degli anni ’70 e ’80 e, ora, orgogliosa della figlia che si trova qui a Cortina per vivere un’Olimpiade da protagonista. Un appuntamento che stava per diventare utopia per il tremendo incidente al ginocchio che aveva messo in forse la partecipazione della Brignone ai Giochi.

Maria Rosa, da mamma come vede Federica in queste ore dubbiose della vigilia?
«È tranquilla, come sempre. Da bambina era così e così è rimasta».

In che senso?
«Era ferma e determinata in tutto, se iniziava a fare una cosa, dai compiti a un gioco di società, l’obiettivo era finirla bene. E così è andata nel recupero dall’infortunio».

Il ginocchio di Fede come va? Dopo la prova di ieri ha detto: «Sullo Schuss Tofana e nei salti ho fatto delle cavolate».
«I dolorini non mancano ma è perfezionista e una cosa la deve sempre fare al top. Deciderà in extremis se fare la libera, non vuole portare via un posto alle altre azzurre».

Ha avuto momenti di sconforto, nei mesi passati?
«Lo scorso agosto quando Fede ha subìto la 2ª operazione al ginocchio. Le sono venuti dubbi, poi volati via».

Ora è qui, a preparare gare che tutti vorrebbero affrontare.
«Ne voleva fare 4: discesa, gigante, supergigante e anche combinata. Ma la libera è oggettivamente un rebus».

Quindi le migliori cartucce le sparerà soprattutto in gigante?
«E in supergigante».

E il fenomeno Vonn, con quel tutore al ginocchio sinistro leso, cosa pensare?
«Vedendola da spettatrice impressiona pensando che viene giù con un legamento crociato rotto».

È cibernetica, Lyn.
«Sarebbe impensabile sciare nelle sue condizioni, figuriamoci gareggiare».

In questi mesi Fede come ha convissuto con il dolore?
«Fede è stata forte e ha seguito le terapie a Torino per curarsi al J Medical della Juventus dove ha trovato un’équipe fantastica. E dove ha incontrato Sinner e Berrettini che le hanno fatto coraggio».

La determinazione di arrivare a queste Olimpiadi è stata la molla decisiva?
«Sinceramente è stata la molla di arrivare “anche” ai Giochi. Nel senso che ha sempre avuto come 1° obiettivo quello di tornare ad essere una donna con il ginocchio perfettamente a posto».

In che senso?
«La vita continua dopo lo sci e lei puntava a essere la Fede che cammina al meglio, si diverte, viaggia. Non avrebbe mai sopportato un piccolo gap al ginocchio».

Essere figlia d’arte l’ha aiutata in questo fantastico recupero? Lei ha vinto gare di coppa negli anni ’70 e ’80 e ha partecipato a Olimpiadi, è stata un esempio per Federica.
«Io gareggiavo, suo padre era maestro di sci e in Fede la voglia di fare sport è venuta naturale. A due anni cercava gli sci da bimbi per scendere. Ai primi risultati agonistici, poi, la neve è diventata la sua casa naturale».

A 35 anni si può pensare anche di chiudere con lo sci, ritenere che si è nella fase finale di una carriera immensa. Non l’ha mai sentita dire: «Dopo i Giochi smetto?».
«No. Lo fece 5 anni fa in un momento duro, con il Covid di mezzo. Per fortuna rinunciò a quel proposito».

Una medaglia d’oro olimpica sarebbe il diapason per Fede?
«In verità l’ho sempre sentita dire: “Fra i Giochi e la Coppa del Mondo, scelgo la seconda”. Non ha mai avuto dubbi: la gara olimpica non premia la continuità delle prove di coppa».

Rispetto a Sofia Goggia la sua Fede ha un modo diverso di sciare.
«Sono campionesse tecnicamente diverse: Goggia scia più aggressiva».

Fede chi le ricorda, invece?
«Ha la naturalezza della Compagnoni, fa sembrare tutto facile».

Cuore di mamma ce lo può confessare: chi è veramente Fede?
«Una ragazza che ho visto crescere bene, con giusti valori e un carattere vincente, e che ora è una donna che ama i viaggi, le passeggiate nei boschi, la quiete e le amicizie vere».

Cosa farà da grande, Fede?
«Viaggerà molto per puro piacere perché sinora l’ha fatto per lo sci, ha visto solo stanze d’albergo. La immagino in una spiaggia del Pacifico a fare kitesurf. Da spirito libero qual è».