Il concetto di «rigore», ai tempi del calcio funestato dagli estremismi-Var, è pressoché filosofico. Sfumature e interpretazioni lo rendono onnicomprensivo. Ovvero: stringi stringi è sempre penalty. Le rare eccezioni, le mirabili ribellioni alla dittatura dell’«è sempre rigore», divengono inneschi per furibonde polemiche (per ovvie ragioni non così peregrine).
Ed è nel contesto di questa follia che, ieri, ne abbiamo vista montare una ancor peggiore. Luciano Spalletti. Il mister, col consueto occhio ieratico, ragiona sulla definizione del «contatto» che può determinare un calcio di rigore. Le parole del tecnico di Certaldo appaiono un poco sconclusionate, ma il concetto - grazie all’occhio e alla prossemica – emerge con chiarezza. «Quello che... ti tocca e l’ha toccato... contatto! Ancora? Lo abbiamo detto un milione di volte», si sfoga ai microfoni di Dazn nel post-partita di Juve-Lazio, davanti a lui Federica Zille. Rivolgendosi alla giornalista, aggiunge: «Contatto... ti posso dare un bacio?». Spalletti si protende, con delicatezza, sfiora le braccia della Zille, si china sulla di lei spalla destra e la lambisce con un bacetto. «Contatto! Un bacio è un contatto! Gli fo una carezza... contatto!», chiosa Spalletti.
Tutto chiaro. Chiara anche la consapevolezza del mister, uno che è tutto ma non uno sprovveduto: in un mondo dove gli impazzimenti woke esistono e resistono un bacio alla giornalista può essere dinamite. Non a caso il gesto è grottesco, appena accennato. Il bacio sulla spalla è un pretesto per arrivare al nucleo: l’epidemia di rigori è sfibrante.
Tutto chiaro. Non per Repubblica, però. I gendarmi del pensiero eccepiscono. Intervengono con articolessa online il cui titolo è già una condanna: «Il bacio di Spalletti a Zille. Lei non lo giudica irrispettoso, ma gli spettatori: è molestia». Curioso in primis il fatto che Rep si erga a interprete del pensiero della Zille, la quale (ovviamente) non ha ritenuto necessario stigmatizzare l’accaduto. Ma quel silenzio, sempre per la psicopolizia di Repubblica, è dovuto al fatto che Zille giudica il bacio «solo un tentativo un po’ goffo di esemplificare il discorso che stava facendo» Spalletti. Ma chi lo ha detto? Per certo non la Zille. Lo dice Rep.
Il peggior turlupinare, però, sta nel titolo: la presunta indignazione degli spettatori, «è molestia!». Attenzione: per sostenere la (farneticante) tesi Rep riporta un solo commento su X (uno solo!). O meglio, la risposta a un commento. «Ha chiesto se potesse darle un bacio, quindi non è molestia» ha anche tentato una difesa un utente su X. «No, lei non ha detto sì». Ecco, ve lo assicuriamo, l’indignazione sta tutta in quel «no, lei non ha detto sì» (sorvoliamo sul «ha anche tentato una difesa un utente», altro passaggio in cui è Repubblica e solo Repubblica a condannare senza appello Spalletti).
Si legge poi dell’«imbarazzo della giornalista di Dazn» (ma quando mai?). E soprattutto nel resto dell’articolo si legge dei «baci sbagliati». In particolare dell'arcinoto osculo di Rubiales alla Hermoso, raptus costato a Rubiales la poltrona da presidente della Federcalcio spagnola e anche una condanna (10.800 euro di multa, 3mila da dare alla Hermoso, un ordine restrittivo).
Qui a Libero il linciaggio di Rubiales non convinse affatto (fermo restando che quel bacio era oggettivamente discutibile). Ragione per la quale accostarlo allo sfioro di Spalletti alla Zille è un’operazione meschina, paranoica e soprattutto risibile. Molestia? Sì, solo per Repubblica...




