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Sinner, "il terzo incomodo è già arrivato": tam tam da Indian Wells

di Carlo Galatigiovedì 12 marzo 2026
Sinner, "il terzo incomodo è già arrivato": tam tam da Indian Wells

3' di lettura

 L’hype che accompagnava la prima sfida tra Jannik Sinner e Joao Fonseca non era semplice curiosità per un ottavo di finale a Indian Wells. Dal giorno in cui il tabellone ha preso forma era senza dubbio la partita che tutti aspettavano perché si respirava la sensazione che quel match potesse essere l’inizio di qualcosa di più grande: il primo capitolo di una rivalità destinata a durare. E a divertire. Il campo, per una volta, non ha tradito le aspettative. Oltre due ore di tennis ad altissimo livello, due tie-break e la vittoria dell’azzurro, 7-6 7-6, in quella che finora è stata la partita più intensa del torneo e probabilmente anche una delle più significative di questo inizio di stagione. Sinner tornerà in campo stanotte per il quarto di finale con Learner Tien, altro ventenne di belle speranze.

Tornando a Fonseca, la sua ascesa era nell’aria da tempo, da quando aveva iniziato a bruciare le tappe giovanissimo, fino a vincere la sua prima partita a livello ATP quando non aveva ancora compiuto sedici anni. Oggi Fonseca non è più soltanto il talento che verrà, ma uno dei giocatori che possono inserirsi nella rivalità che negli ultimi anni ha definito il vertice del circuito, quella tra Sinner e Alcaraz. Il terzo incomodo che molti aspettavano, forse, è già arrivato.

SENZA TIMORI

Il diciannovenne di Rio lo ha dimostrato giocando per oltre due ore un tennis senza timori reverenziali. Ritmo altissimo, dritto pesante, la scelta costante di prendere in mano lo scambio anche contro uno dei giocatori più solidi e completi del circuito. Sinner ha dovuto alzare progressivamente il proprio livello per restare agganciato alla partita, sostenuto soprattutto dalla qualità del servizio. La partita ha vissuto anche un momento particolare nel cuore del primo set. Sul 6-5 Fonseca, con Sinner al servizio sul 15-40, l’azzurro si è fermato prima di battere indicando qualcuno tra il pubblico. Un gesto insolito per lui. Il motivo era uno spettatore che continuava a disturbare durante gli scambi, interferendo con la concentrazione dell’azzurro in uno dei momenti più delicati del parziale.

L’arbitro Greg Allensworth è intervenuto richiamando il pubblico al silenzio e assicurando a Sinner che avrebbe vigilato sulla situazione. Per qualche minuto si è creato anche un curioso equivoco mediatico: le telecamere avevano inquadrato un ragazzo con il cappellino, indicato come responsabile del disturbo. In realtà si trattava di Nick Novak, atleta olimpico di freestyle skiing, estraneo alla vicenda e costretto poi a chiarire la situazione sui propri profili social.

Archiviato l’episodio, Sinner ha ripreso il filo del discorso, rimettendo ordine nella partita. Ha annullato le palle break, ha portato il set al tie-break e nei punti decisivi ha fatto valere la sua maggiore esperienza. Fonseca però non è mai uscito davvero dal match. Il secondo set ha raccontato forse ancora meglio il livello espresso dal brasiliano. Secondo i dati di Tennis Insights, la sua performance nel parziale ha raggiunto un rating di 9.42, il valore più alto registrato dal sistema statistico, attivo dal 2022, per un set poi perso. Un indice che sintetizza su scala da 0 a 10 diversi parametri di rendimento, come qualità dei colpi, capacità offensiva e percentuali di conversione dei punti.

Sinner era salito fino al 5-2 nel parziale e ha avuto la possibilità di servire per il match sul 5-3, ma il brasiliano ha trovato una reazione di grande personalità riportando il set al tie-break. Anche lì l’equilibrio è rimasto totale fino al 3-2 per Fonseca. Da quel momento però Sinner ha vinto cinque dei successivi sei punti, chiudendo la partita quando contava alzare il livello. È probabilmente questa la distanza che oggi separa il campione affermato dal talento che sta arrivando. Fonseca lascia Indian Wells con la sensazione sempre più concreta di poter appartenere stabilmente a questi palcoscenici.
Sinner invece con la conferma che il tennis mondiale continua ancora a passare anche dalle sue mani.