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Inter, bordata di Beppe Bergomi: "Non faccio nomi, ma quelli che 2 anni fa..."

di Lorenzo Pastuglialunedì 16 marzo 2026
Inter, bordata di Beppe Bergomi: "Non faccio nomi, ma quelli che 2 anni fa..."

2' di lettura

Il contatto in area tra Giorgio Scalvini e Davide Frattesi durante Inter-Atalanta continua a far discutere e alimenta il dibattito arbitrale di questa stagione. L’episodio, che ha visto il difensore nerazzurro colpire il piede dell’avversario mentre quest’ultimo controllava il pallone a pochi metri dalla porta, è diventato uno dei casi più commentati del turno. Nel post partita, negli studi televisivi, il tema centrale non è stato soltanto il mancato rigore assegnato all’Inter, ma soprattutto la difficoltà nel mantenere una linea uniforme nelle valutazioni arbitrali e nelle spiegazioni successive.

Fabio Caressa è stato netto: “Qui non ci sono dubbi — ha detto — Frattesi arriva prima e Scalvini lo scalcia. Com'è possibile che il Var non intervenga? Ho sentito dire che non è un calcio, ma un contatto. Bah, sento delle cose… Bisogna evitare la confusione che ha caratterizzato tutta questa stagione, se si comincia con un regolamento bisogna finire con quel regolamento”.

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Il riferimento, pur senza citarli direttamente, è anche ai commenti televisivi degli ex arbitri, spesso chiamati a interpretare in tempo reale decisioni che finiscono per dividere ulteriormente il giudizio pubblico.

Sulla stessa linea anche Paolo Di Canio, che ha escluso qualsiasi margine interpretativo: “Qui non c'entra niente il metro di giudizio. Questo è rigore e basta. Su Frattesi è rigore 10 volte su 10. Se togli le linee dell'area di rigore, danno fallo 10 volte su 10”.

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Molto diretto anche Giuseppe Bergomi: “Quello di Frattesi non è un rigorino, è un rigore. Quelli che commentano due anni fa hanno detto una cosa e oggi ne dicono un’altra. Senza fare nomi”. Più ancora del singolo episodio, a emergere è il tema della coerenza: una questione che continua ad accompagnare gran parte del campionato.

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