Non ha dubbi, Sandro Sabatini: tifiamo Italia e forza Gennaro Gattuso, ma alcune convocazioni restano inspiegabili. L’assenza di Fagioli, Zappacosta e Berardi pesa: il centrocampista ha dominato contro Calhanoglu in Inter-Fiorentina, Berardi è stato il migliore in campo contro la Juventus, e Zappacosta l’unico atalantino a salvarsi in Champions. Tutti e tre avrebbero meritato la titolarità nella semifinale di giovedì contro l’Irlanda del Nord, decisiva per il Mondiale.
Ma non finiscono qui le sorprese: mancano Zaniolo, finalmente protagonista a Udine, Bernardeschi, autore di una grande partita a Bologna, Kayode, titolare in Premier League, e Ruggeri, imprescindibile nell’Atletico Madrid. Sabatini segnala anche Pellegrini e Bartesaghi come esclusioni incomprensibili. Tra i convocati ci sono invece giocatori con poco spazio nei loro club: Gatti (mai titolare nella Juventus), Frattesi (pochi minuti a settimana nell’Inter), Raspadori (spettatore all’Atletico Madrid e all’Atalanta), Coppola (sei presenze nel Paris FC), club lontano dai grandi palcoscenici.
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"Ai ragazzi voglio dare serenità. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui...Sabatini ricorda i suoi precedenti errori da tifoso, come nel 1982 e nel 2006: “Nel 1982 ero per Pruzzo al posto di Paolo Rossi, che poi si trasformò in ‘Pablito’ e l'Italia vinse il Mundial. Venti anni fa, nel 2006, pensavo fosse scandaloso lasciare a casa Panucci a beneficio di Zaccardo, che invece diventò campione del mondo. Non ho altri errori da confessare”. Oggi il problema non è nostalgia: “Le convocazioni di Gattuso non sono convincenti”, scrive.
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Nel fine settimana appena trascorso sembrava che l’Italia avesse hackerato lo sport mondiale. È stato un we...La giustificazione ufficiale parla di armonia di gruppo, amicizia e serenità. "In pratica i requisiti per il calcetto del giovedì", scrive Sabatini sferzante. E tra le righe si insinua che Fagioli, Berardi, Zappacosta e Bernardeschi non rientrerebbero nel gruppo. Comprensibile, ma preoccupante se la motivazione fosse tecnica-tattica. L’Italia non può rischiare un’altra eliminazione come nel 2018 contro la Svezia o quattro anni fa contro la Macedonia del Nord. Sabatini conclude tra speranza e critica: “Tifiamo, ma certe scelte restano difficili da capire, soprattutto con un Mondiale in palio”.




