A Zenica potrebbe arrivare il momento di Francesco Pio Esposito. Il ventenne centravanti dell’Inter ha brucato le tappe in pochi mesi: prima conquistando spazio in nerazzurro, dove in molti lo vedono pronto per partire stabilmente da titolare in coppia con Lautaro Martinez, e poi ritagliandosi un posto sempre più stabile in Nazionale, dopo essere entrato nel giro delle convocazioni lo scorso settembre. Se nella semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord il ct Gennaro Gattuso si è affidato dal primo minuto al duo offensivo composto da Moise Kean e Mateo Retegui, schierando la punta di Castellammare di Stabia solo nella ripresa, la sensazione è che per la finale di martedì contro la Bosnia davanti potrebbero esserci Kean ed Esposito.
Una scelta, quella del ct, motivata un po’ dalla prestazione sottotono di Retegui di giovedì, con tanto di clamorosa occasione da gol fallita dell’ex centravanti di Atalanta e Genoa, un po’ per le indubbie qualità dell’interista, che ben si sposano con le caratteristiche della punta della Fiorentina. Se Kean è letale nell’attacco della profondità, potendo contare su una velocità invidiabile, Esposito è uno specialista del lavoro spalle alla porta. L’impressione, poi, è che la condizione atletica della promessa dell’Inter sia decisamente più brillante rispetto a quella di Retegui, il quale rischia di essere penalizzato dalla scelta di andare a giocare in un campionato decisamente meno competitivo come quello saudita (Retegui gioca nell’Al Qadsiah: in campionato ha segnato 25 gol in 15 presenze). Insomma, la trama è chiara: il nerazzurro dovrà abbassarsi di qualche metro, attirando i centrali bosniaci, per poi servire il viola, che dovrà fare il resto nella fase di finalizzazione.
Fondamentale in cui, tra l’altro, Kean va forte, come testimoniato dalle cinque partite consecutive in gol con la Nazionale, con ben due doppiette (i gol totali nelle sue ultime 5 presenze in azzurro sono 7).
Ma se Kean è caldo, si può dire lo stesso di Esposito, capace di segnare un gol ogni due partite con la Nazionale, con 3 marcature in 6 apparizioni. Numeri decisamente migliori rispetto a quanto fatto vedere in zona gol con la maglia dell’Inter, dove i margini di miglioramento non mancano, con i 6 gol segnati in 28 presenze in campionato (numeri non incredibili considerando che l’Inter ha nettamente il miglior attacco della Serie A, con 66 gol fatti). Insomma, se l’Esposito nerazzurro funziona, quello azzurro sembra addirittura meglio.




