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Bastoni "aveva le stampelle. Poi...". Bosnia-Italia, le parole pesantissime di Chivu

domenica 5 aprile 2026
Bastoni "aveva le stampelle. Poi...". Bosnia-Italia, le parole pesantissime di Chivu

2' di lettura

"Bastoni era in stampelle fino a 3 giorni prima. Esposito mi ha detto sì e questo mi basta". Christian Chivu, alla vigilia di Inter-Roma che potrebbe essere decisiva per la volata scudetto, difende a spada tratta i suoi due giocatori usciti con le ossa rotte dalla sconfitta ai rigori dell'Italia contro la Bosnia. Il primo espulso, il secondo colpevole di aver tirato il primo rigore della serie, sbagliandolo.

"Mi interessava sapere se avesse chiesto lui di calciarlo: mi ha risposto di sì. E a me basta questo: chi si prende quella responsabilità a quell'età, è sufficiente", spiega l'allenatore interista riguardo a Pio Esposito.

Stessa linea su Bastoni: "Quello che conta nel mondo del calcio è il rispetto dei compagni. Sono convinto che sia dispiaciuto per quanto accaduto, ma contento che ha ricevuto il sostegno dei compagni. La faccia l'ha messa, si è presentato in stampelle e con quello che aveva per rappresentare un Paese e il sogno degli italiani. E nonostante le sue condizioni fisiche ha dato la sua disponibilità. Questo per me vale tanto".

Il tecnico sottolinea l'importanza dei valori e della serenità nel gruppo: "Ho parlato di valori e qualità umane. Il gruppo ha imparato dagli errori del passato: ciò che conta è quello che siamo oggi. Nonostante le difficoltà abbiamo rialzato la testa mettendoci sempre la faccia. Accettiamo le critiche, penso in questo momento a Bastoni. Di riconoscenza ce n'è poca nel mondo del calcio. I ragazzi hanno imparato dagli errori del passato e saranno pronti per il finale di stagione".

Sulla gestione dei singoli e delle responsabilità: "Devo dargli serenità e fiducia come a tutti gli altri. Poi non posso controllare il suo futuro: io so che è contentissimo di stare all'Inter e dare sempre il 100%. Starà a lui decidere quello che è il suo futuro. Ognuno è responsabile delle proprie decisioni, ma finché è qua darà sempre il massimo. Sarei felice rimanesse e sarei felice se io rimarrò. Le incognite nel mondo del calcio sono queste. È vaccinato, saprà prendersi le decisioni giuste e il calcio mondiale continuerà a goderselo".

Chivu parla anche dell'impatto dei rientri in squadra: "Per me i risultati fanno parte di questa maratona che è il campionato. Io parlo di 18 gare vinte, credo sia un ritmo buono. Certi drammi per un pareggio si fanno solo con l'Inter e non con altre... Ovvio che volevamo di più, ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato. Siamo primi in classifica, ovvio che a livello individuale ognuno è indispensabile. È importante avere tutti a disposizione e pronti non solo fisicamente". Infine il tecnico minimizza le polemiche su arbitri e delusioni post mondiale: "Tengo le mie energie per mettere in campo la migliore formazione possibile. Il resto non mi compete e non mi interessa. Voglio una squadra che sia dominante e dia il massimo. La colpa non è dei giocatori dell'Inter, abbiamo 5 o 6 convocati con l'Italia e per noi è un orgoglio. Si cerca di dare sempre il meglio". 

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