La domanda è sempre la stessa: chi sarà il vero rivale capace di inserirsi tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz? Si cerca un “terzo incomodo”, ma per ora il duopolio resta solido. Né Holger Rune, atteso al rientro, né Alexander Zverev sono riusciti davvero a colmare il gap. Si parla di Joao Fonseca o Jakub Mensik, ma al momento entrambi sono definitivamente maturi per decollare.
Dal Brasile l’attesa sul tennista di Rio è tanta, ma Toni Nadal, zio di Rafa, ha frenato l’entusiasmo: “Ho visto la sua partita a Miami e non ho avuto l’impressione di guardare un giocatore davvero eccezionale — le sue parole — Di sicuro non al livello di Alcaraz, che è una superstar”.
Il confronto con il passato è inevitabile: “Ricordo quando con Rafa vedemmo per la prima volta Djokovic — racconta — ho capito subito che sarebbe diventato il numero uno. Ho visto Del Potro, con cui mi sono allenato quando aveva 18 anni, e si capiva che sarebbe diventato un top 10. Lo stesso Roger Federer sapeva fin da subito che Rafael prima o poi lo avrebbe battuto. Non la vedo allo stesso modo con Fonseca o Mensik”.
Jannik Sinner gela Joao Fonseca: "Cosa significa il dritto migliore?"
C’è chi gioca a tennis e vince con grande regolarità, vedi Jannik Sinner, e chi, invece, compila cla...Parole nette, rafforzate da un’altra considerazione: “È un ottimo tennista, ma gli mancano alcune cose essenziali per essere veramente un campione”. E allora lo sguardo si sposta di nuovo sulla Spagna, dove cresce Rafael Jodar. Anche qui Toni Nadal invita alla prudenza ma apre uno spiraglio: “Quando l’ho visto per la prima volta, ho pensato che fosse un buon giocatore, niente di più. Ma sembra migliorare ogni volta, è in ascesa”. Se continua su questa strada, “non so se potrà diventare Alcaraz, dato che è quasi impossibile, perché è in una categoria a parte — conclude — ma per lo meno vedo in lui un potenziale altissimo, un potenziale da fuoriclasse”.




