"Magari qualche giorno di ritiro". Igli Tare annuncia così le misure estreme per cercare di salvare una stagione, quella del Milan, che sta passando inesorabilmente dalle stelle (leggasi: illusione scudetto) alle stalle, sottoforma di quarto posto Champions che sta scivolando via. Il ko a San Siro con l'Atalanta, un 3-2 contenuto solo nel risultato ma umiliante per almeno 75 minuti di gara, permette alla Juventus di superare il Diavolo al terzo posto ma soprattutto alla Roma di agguantare i rossoneri, in vantaggio in virtù degli scontri diretti favorevoli ma in trend drammaticamente negativo e un rendimento da retrocessione negli ultimi due mesi di campionato.
"Fondamentale tenere la mente fredda, accettiamo le critiche che sono giuste ma dobbiamo reagire - spiega nel dopo partita il direttore sportivo -. Magari potremo analizzare tutto con qualche giorno di ritiro, ritrovandoci insieme un po' prima".
"Nelle ultime partite la tensione giusta è mancata. Non possiamo nasconderci, dobbiamo prenderci responsabilità. Il destino però è ancora nelle nostre mani. Dobbiamo analizzare quello che è successo nelle ultime sei settimane e concentrarci", aggiunge. E sul suo futuro e sulla possibilità che si stiano valutando altri profili chiarisce: "Io non ho avuto segnali da parte della società. Mi concentro sul lavoro. Se centriamo obiettivo messo a inizio stagione, abbiamo fatto un grande lavoro. Il resto fa parte della nostra professione, a un certo livello devi gestire certa tensione".
"Vedendo le ultime partite l'attenzione è mancata ed è inutile nasconderlo - prosegue Tare ai microfoni di Dazn -. Tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. I tifosi certamente meritano un'altra squadra. L'unico aspetto positivo, in questo momento, è che abbiamo ancora il destino nelle nostre mani".
Nel mirino della Curva Sud l'amministratore delegato Giorgio Furlani, con tanto di coreografia e cori d'insulto. "I tifosi hanno il diritto di contestare. Per me la squadra non è serena e penso che il problema sia a livello mentale. Da quando siamo usciti dalla lotta per il primo posto qualcosa ci è mancato", spiega Tare, che secondo i retroscena sarebbe il grande nemico proprio di Furlani. Un clima di faida interna che al Milan va avanti dal dopo-scudetto, ininterrottamente. Cambiano i protagonisti, l'esito - nefasto - no.




