Più che i nomi, Dino Zoff si interroga sul progetto. L'ex portiere e commissario tecnico della Nazionale guarda con fiducia alla nuova coppia formata da Roberto Mancini e Claudio Ranieri, ma continua a nutrire dubbi sul ruolo del direttore tecnico, figura introdotta dalla nuova Figc e finita al centro del dibattito dopo le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo.
A 84 anni, il campione del mondo del 1982 osserva con amarezza il momento degli azzurri, reduci da tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali: "Peggio di così non può andare. Mi auguro che Roberto Mancini e Claudio Ranieri risollevino le sorti del nostro calcio. Tutta l'Italia ha bisogno di tornare a sognare per il pallone", afferma nell’intervista a La Repubblica, convinto che sia arrivato il momento di cambiare marcia.
L'attenzione di Zoff si concentra però soprattutto sull'organizzazione della Federazione. Il punto che continua a non convincerlo è la figura del direttore tecnico, introdotta nella nuova struttura federale. "Vorrei capire, senza polemiche, a cosa serva questo ruolo — spiega — cosa faccia e a cosa serva il direttore tecnico così concepito. Non lo dico mica per fare polemica, ma per avere delle risposte". Per spiegare il suo pensiero richiama anche la propria esperienza: "Quando allenavo io la Nazionale, avevo uno come Gigi Riva a fare da dirigente e team manager. Il suo ruolo era molto chiaro, definito, efficace".
Sul ritorno di Roberto Mancini, invece, il giudizio resta positivo nonostante le polemiche seguite all'addio del 2023: "Roberto è un uomo d'esperienza. Può risollevare le sorti del nostro calcio. Ha già dimostrato di poter vincere, il resto non conta". Parole di grande stima anche per Claudio Ranieri: "Claudio è una persona straordinaria, che aggiunge sempre qualcosa in più ovunque vada. Lo racconta il suo curriculum. Sono convinto sarà così anche in Nazionale".
Quanto a Paolo Maldini, Zoff evita qualsiasi critica: "Paolo lo conosco, è una persona per bene, molto a modo". E sulle dimissioni conclude: "Avranno avuto i loro motivi per fare questo passo indietro, ma non voglio entrare nel merito della questione — dice — Non voglio dire se sia giusto o sbagliato. Non faccio il giudice". Poi l'auspicio finale: "Io sono convinto che Roberto e Claudio, insieme, siano in grado di riportarci ai Mondiali, perché fare peggio di così è davvero molto difficile".




