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Ignazio La Russa scatenato: "Ecco quando si vota". Poi la bordata a Vannacci

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mercoledì 29 luglio 2026
Ignazio La Russa scatenato: "Ecco quando si vota". Poi la bordata a Vannacci

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La legislatura "secondo me può finire a scadenza naturale, ma potrebbe finire anche qualche mese prima. Nella logica delle legislature, l'interruzione a quattro anni e mezzo è più probabile che a cinque anni": il presidente del Senato Ignazio La Russa lo ha detto a margine della cerimonia del Ventaglio, parlando con la Stampa Parlamentare delle prossime elezioni. E aggiungendo che "secondo me si va a votare al 50 per cento a fine legislatura, al 50 per cento in questo periodo: maggio, giugno".

Quando i cronisti hanno scherzato sul fatto che allora "La Russa è diventato democristiano", il numero uno di Palazzo Madama si è sbilanciato: "Io do buone probabilità che si finisca, dico al 51% che si vada a fine legislatura". Riferendosi, invece, a un ipotetico election day per politiche e amministrative nel caso si dovesse andare al voto in primavera, e gli eventuali timori che questo possa penalizzare il centrodestra, La Russa ha detto di "non avere mai paura del ricorso al voto degli elettori. Tutti questi calcoli spesso si ritorcono contro quelli che li fanno". 

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Il presidente del Senato, poi, ha parlato anche della riforma della legge elettorale dicendo di non avere "nessuna paura" sulle preferenze, non ci sono più "voti segreti". E ancora: "Alla Camera, certo, c'è il voto finale. Ma quello è diverso, uno deve dire sì o no alla legge. Ognuno si assume a quel punto delle responsabilità, diverse da quelle che si assume col sì o no a un emendamento non firmato. Perché quell'emendamento non era firmato da tutti".

Un passaggio anche sulle violenze al cantiere No-Tav in Val di Susa e a Bologna per la morte di Fakir: "Ho visto che dalla Meloni alla Schlein tutti hanno condannato quello che è successo - ha detto - poi i gradi di sincerità non tocca a me andare a cercarli però in politica conta anche quello che uno dichiara. Non confonderei troppo col terrorismo delle Brigate Rosse o delle Brigate Nere, perché quello non credo che possa tornare. Grazie a Dio l'abbiamo battuto, ma la violenza esacerbata e che porta a episodi come quello di Bologna assomiglia al terrorismo senza esserlo. Come col femminicidio abbiamo ritenuto necessario focalizzare una nuova figura di reato per far capire che lo Stato non arretra di fronte a quelle emergenze, credo che dobbiamo studiare tutti insieme, possibilmente, sarebbe bello se su questo ci fosse unanimità, una risposta dello Stato a questa escalation della violenza, non solo ingiustificata ma priva di qualunque fondamento". E ancora: "Non mi nascondo dietro un dito e invito le forze politiche, anche in assoluta buona fede, quale penso fosse il sindaco di Bologna, a valutare con attenzione un involontario incoraggiamento o una involontaria offerta di modo di nascondersi. Avere indetto una manifestazione quando ancora non c'era neanche l'autopsia, quando ancora non erano stati interrogati i civili che hanno aiutato i poliziotti a tenere l'interessato, è stato un piccolo azzardo. Capisco la buona fede, capisco la buona volontà, ma è un azzardo".

Infine, commentando le recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci, La Russa ha sottolineato: "Alla gara di chi è più a destra, non dico che la vinco a mani basse perché sarei presuntuoso ma dico che non esiste". E ha precisato anche che "non ha mai portato bene dire che si è la 'vera destra', è successo tante volte. Anche con Rauti quando nacque An, con un risultato importante: far perdere tanti collegi al centrodestra e far vincere la sinistra. Poi arrivò Storace, con la fiaccola del Fronte della Gioventù, ebbe un bel successo, il 2,5% con Santanchè candidata presidente. Ma io starei attento a un partito e a un generale, che rispetto, a seguire questo andazzo perché da un punto di vista statistico non porta molto bene". E alla domanda se sia meglio avere Tajani o meglio Vannacci in maggioranza, ha replicato: "Tajani non lo butto mai dalla torre, La risposta è semplice". 

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