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La Serie A ha prodotto un'ora di calcio in più, ecco come

di Claudio Savellimercoledì 26 agosto 2026
La Serie A ha prodotto un'ora di calcio in più, ecco come

3' di lettura

Immaginate di aver visto tutte e dieci le partite della prima giornata della nuova Serie A e di averlo fatto anche l’anno scorso. Ecco, avete appena vissuto una cinquantina di minuti di calcio in più. Facciamo un’ora, arrotondando per eccesso (di ottimismo), verso le prossime giornate nelle quali i limiti di tempo per eseguire rimesse, rinvii e sostituzioni entreranno ulteriormente in circolo. È stata e sarà un’ora di vita impiegata a guardare lo sport che amiamo piuttosto che tutto ciò che lo ostacola: da non crederci. Siccome il campione deve essere simile per avere un paragone sensato, prendiamo solo la prima giornata dello scorso anno (e non l’intera annata) e paragoniamola alla prima di questa stagione. Siamo passati da un tempo effettivo medio di 53 minuti e 3 secondi a uno di 57 minuti e 57 secondi. Ovvero 4 minuti e 54 secondi in più a partita. Sembra poco ma, in relazione al tempo effettivo che in Serie A è sempre stato inferiore rispetto alle medie europee, è tanto.

Buona la prima, con le nuove regole. Buonissima. Il tempo effettivo minimo di questo fine settimana è stato segnato da Bologna-Lazio: 49’11” di calcio giocato a segnalare due squadre con poca qualità, piene di dubbi, problemi e paure, più attente a distruggere il gioco che non a proporlo. È comunque di quasi 4 minuti oltre il minimo che si era toccato lo scorso anno alla prima giornata con un Genoa-Lecce che si era fermato a 45’39” di gioco effettivo, praticamente un tempo su due. Il peggio è passato, insomma. Ma bisogna lavorarci su per diminuire la difformità tra una partita da 49 minuti e un’altra 64 dello stesso campionato.
Il massimo è infatti arrivato da Atalanta-Sassuolo con un incredibile 64’50” di pallone in gioco. Oltre lìora effettiva (obiettivo dichiarato dall’IFAB - International Football Association Board, l’organismo internazionale indipendente che definisce le regole del gioco del calcio) anche Inter-Monza (60’27”), Udinese-Como (61’13”) e Genoa-Napoli (62’43”). Un anno fa nessuna partita superava l’ora di gioco effettivo, stavolta ci riescono ben 4 gare su 10.

Il pallone è rimasto in gioco per il 59,7% del tempo contro il 55,2% di un anno fa. Se ne sono accorti gli spettatori, ma anche i diretti interessati. Gasperini si è subito esposto a favore del cambiamento in modo convinto e convincente: «È fantastico. Il pubblico non vede più partite di una noia mortale. Nessuno sta più a terra. Si gioca. Sono regole pensate molto bene» dall’IFAB l’anno scorso e che la Fifa ha introdotto al Mondiale, l’unica cosa buona e giusta della presidenza Infantino. L’impressione è che la differenza vera nella fluidità del gioco la facciano le rimesse laterali per le quali sono concessi cinque secondi, gli stessi offerti ai portieri per il rinvio dal fondo. E qui l’attenzione è maggiore perché la punizione è un calcio d’angolo all’avversaria, praticamente un’occasione da gol: Palmisani, portiere del Frosinone che affrontava la Juventus, è l’unico a essere stato sanzionato nella prima giornata.

Tutti gli arbitri hanno alzato il braccio e iniziato il conto alla rovescia: bene, deve esserci questa uniformità. Ben venga anche la collaborazione, almeno in questo inizio: si sono visti diversi direttori di gara ricordare ai giocatori sostituiti di avere 10 secondi per uscire dal campo, pena l’attesa di chi entra di ben un minuto. E nessuno, nel calcio di oggi, vuole rischiare di giocare in inferiorità numerica, nemmeno per un giro di orologio. Anche il minuto imposto fuori dal campo a chi riceve cure mediche (l’arbitro chiede sempre al calciatore a terra se ne ha bisogno) è efficace: la piaga delle perdite di tempo con i calciatori svenuti a terra con le mani in faccia sembra già un lontano ricordo. Raramente si sono viste regole a presa così istantanea.