Quasi 20 milioni di euro che evaporano insieme alla stagione. Lo stop di Jannik Sinner non pesa soltanto sul tennis e sulla corsa al numero uno: il conto economico è pesante, come riporta La Gazzetta dello Sport, perché tra tornei saltati, bonus, ingaggi garantiti ed esibizioni il mancato guadagno si avvicina a una cifra da capogiro. Ma c’è una parte dell’impero Sinner che, invece, non sembra risentire dell’infortunio: quella degli sponsor. Il grosso della perdita arriva dai tornei che l’azzurro non potrà più giocare.
Prendendo come riferimento i risultati ottenuti nelle stesse competizioni nel 2025, la stima è di circa 10 milioni di euro in meno di prize money. Sinner aveva già accumulato 11,6 milioni di dollari (10.37 milioni di euro) nei primi sette mesi del 2026, grazie anche ai cinque Masters 1000 consecutivi e al secondo Wimbledon. Ora però salterà Shanghai, Vienna, Parigi e le Atp Finals di Torino. A questi si aggiungono circa 4 milioni di euro del Bonus Pool riservato ai Masters 1000 e alle Finals, oltre ai circa 2 milioni di promotional fee che avrebbe incassato partecipando a Pechino e Vienna.
Sinner, "malumori nello staff": tam tam impazzito, chi paga
Ora è ufficiale: la stagione 2026 di Jannik Sinner è finita, ma con essa non sono terminati i problemi cau...E poi c’è Riad: il Six Kings Slam garantiva a Sinner circa 1,5 milioni di dollari soltanto per esserci, senza considerare il premio da 6 milioni destinato al vincitore. La sorpresa è però negli sponsor. I 14 accordi commerciali di Sinner valgono, secondo le stime riportate, circa 35 milioni di euro di introiti fissi. La componente variabile può arrivare al 10%, ma l’inattività dovrebbe incidere relativamente poco. Un infortunio, infatti, non mette in discussione l’immagine del campione come potrebbe accadere con una vicenda reputazionale. Il precedente del 2025, quando Sinner rimase fermo tre mesi, è significativo: nessuno dei suoi partner fece un passo indietro. Nike, Gucci, Rolex, Lavazza e gli altri marchi restano dunque al fianco del numero uno. Il campo si ferma, il business molto meno.




