«Sinner va soltanto ringraziato». Corrado Barazzutti, campione ed ex capitano azzurro di Coppa Davis, non comprende le critiche a Jannik, costretto dal ginocchio a chiudere la stagione. Dal possibile rientro alle voci su Ferrero, fino agli altri azzurri: la fiducia rimane ben salda, anche in tutto il movimento.
Barazzutti, si aspettava la fine anticipata della stagione?
«Dopo la rinuncia a Pechino ho pensato che il problema fosse serio. Non giocava da luglio, sembrava pronto per l’Asia, avevamo visto anche alcuni allenamenti sui social. Quanto sia serio, però, non posso dirlo: conosco quello che leggo sui giornali».
Quanto costa a un campione accettare di fermarsi?
«È frustrante, avvilente. Sembra di essere pronti a giocare e invece il problema si ripresenta. Alla fine bisogna rinunciare agli ultimi mesi dell’anno, con appuntamenti importantissimi: Shanghai, Parigi, le Finals. A Torino c’era tutta l’Italia che aveva comprato i biglietti per vederlo e adesso leggo che molti cercano di rivenderli».
Al rientro potrà vincere subito?
«Se sarà completamente guarito e avrà il tempo di allenarsi bene, potrà tornare competitivo. Lo ha già dimostrato dopo la sospensione dello scorso anno: finale a Roma, poi a Parigi tre match point con Alcaraz. Ha una qualità tennistica altissima e non mi sembra che perda la sua carica agonistica. Sa essere subito pronto».
Eppure anche stavolta non sono mancate le critiche.
«Non riesco a trovare ragioni per attaccarlo. Fa il suo lavoro, è un professionista e ha portato il nostro tennis ai vertici mondiali. Va ringraziato per quello che sta facendo, per la spinta e l’entusiasmo che ha creato. Certe persone non le capisco: se sta male, che cosa gli vogliamo dire?».
Si poteva comunicare meglio?
Tempo fa avevo detto che sarebbe stato meglio spiegare cosa stava succedendo, anche per calmare gli haters. Lo ha fatto e ha fatto bene. Capisco anche che i tempi di certe dichiarazioni possano essere legati agli sponsor e ai tornei. Basta vedere che cosa ha scatenato l’annuncio dell’assenza da Torino...».
Ferrero non ha escluso la possibilità di allenarlo. Come vede questa ipotesi?
«Vedremo. Se Cahill andrà via e Sinner riterrà Ferrero l’allenatore giusto, perché no? Ci sono le interviste di Ferrero, dall’altra parte non mi pare ci siano ulteriori notizie. Va detto, però, che dal gruppo di lavoro di Jannik trapela sempre pochissimo».
Sinner a parte, dagli italiani si aspettava di più?
«Non ci sono giocatori che mi abbiano deluso. Cobolli sta facendo un’annata fantastica, è giovanissimo ed è in corsa per le Finals: speriamo ci arrivi. Darderi sta disputando una grandissima stagione, Berrettini ha alti e bassi ma sa esprimersi a livelli molto alti, Arnaldi ha fatto semifinale a Parigi. Sinner attira tutta l’attenzione e degli altri si parla meno». «Dispiace per i problemi fisici che lo hanno frenato. Per i consigli tecnici c’è Tartarini, un bravissimo allenatore che lo conosce e può dargli tutto».
Su chi scommette per un grande successo?
«Cobolli può vincere un Masters 1000 e Musetti, nella sua forma migliore, anche. Uno ha fatto finale al Roland Garros, l’altro a Monte Carlo: ci sono già andati vicini».
Il pubblico resterà attaccato al tennis anche senza Jannik?
«Questi ragazzi sono capaci di attirare l’attenzione. Abbiamo un tennis italiano in grandissima salute e saprà tenere caldo il nostro pubblico in attesa che torni Sinner».




