Novak Djokovic conosce bene il prezzo di un infortunio e avverte Jannik Sinner: il ritorno in campo non dipende soltanto dal recupero fisico, ma anche dalla capacità di ritrovare fiducia nel proprio corpo. Il campione serbo, da Shanghai, ha condiviso la scelta dell’azzurro di chiudere in anticipo la stagione 2026 per curare il ginocchio, invitandolo a non avere fretta.
“Ti chiedi sempre: sono davvero guarito?”. È questo il dubbio che può accompagnare un tennista dopo uno stop prolungato. Perché, anche quando il fisico sembra pronto, resta la paura che un movimento improvviso possa riaccendere il dolore o provocare una ricaduta. “Dal punto di vista fisico sai quando sei pronto, ma poi c’è l’aspetto mentale”, ha spiegato l’ex numero uno Atp, sottolineando quanto sia delicata la fase del rientro.
Sinner ha deciso di rinunciare a tutti gli impegni rimasti nel calendario, comprese le Finals di Torino, per concentrarsi sulle cure e tornare al meglio nel 2027. Una decisione che Djokovic approva, forte dell’esperienza maturata in una carriera segnata da diversi problemi fisici. “Pensare a lungo termine è una scelta intelligente — ha detto il serbo, ricordando quanto sia importante preservarsi per continuare a competere e raggiungere i propri obiettivi — È importante concedersi più anni di carriera, così da avere più possibilità”.
Djokovic non ha ancora parlato direttamente con Jannik dopo l’infortunio, ma ha annunciato che lo contatterà per sapere come sta. “So quanto sia difficile per quello che è capitato a me in carriera”. La guarigione, soprattutto quando è coinvolto il ginocchio, passa anche dalla testa. E la fretta rischia di complicare un percorso che richiede pazienza.
Muy interesantes declaraciones de Novak Djokovic sobre la lesión de Jannik Sinner: "No he estado en contacto con Jannik desde que se lesionó. Vi las noticias hace un par de días, así que me comunicaré con él para ver cómo está. No sé qué tiene realmente; algunos dicen que es la rodilla, no estoy seguro exactamente". "Sé lo difícil que es eso y lo que implica volver. Tienes que lidiar con más cosas de las habituales, en especial en lo mental. Estás en la pista pensando: '¿Realmente estoy curado del todo y libre para correr?'. Si en su caso es la rodilla, afecta a cada movimiento". "Estoy seguro de que con su equipo está tomando decisiones inteligentes. Ha sido el mejor jugador del mundo y una fuerza dominante en los últimos dos años junto a Carlos. El tenis lo extraña, pero tiene que pensar a largo plazo. Vi que él mismo dijo eso, y es algo muy inteligente". https://t.co/XM0ki3T0ZS
— Tiempo De Tenis (@Tiempodetenis1) October 8, 2026




