Libero logo

Messi e Argentina, come hanno umiliato i giocatori del Benin negli spogliatoi

venerdì 9 ottobre 2026
Messi e Argentina, come hanno umiliato i giocatori del Benin negli spogliatoi

2' di lettura

La notte che doveva celebrare l’ultimo ballo di Lionel Messi con l’Argentina ha lasciato l’amaro in bocca alla nazionale del Benin. Allo stadio Monumental di Buenos Aires, davanti a oltre 85 mila spettatori, la squadra africana ha affrontato l’Albiceleste nell’amichevole terminata 3-0, ma la delusione più grande, secondo il suo commissario tecnico Gernot Rohr, è arrivata dopo il fischio finale. I giocatori si sarebbero sentiti trattati come semplici comparse, senza la possibilità di avvicinare i campioni argentini.

“Non ci hanno dato nulla. Nessuna foto con Messi, nessuna maglia. Non ci hanno nemmeno fatto entrare nel tunnel, tanto meno negli spogliatoi”, ha raccontato Rohr a Rmc, denunciando le restrizioni imposte alla delegazione. I calciatori del Benin speravano di portare a casa un ricordo di una partita speciale, magari una fotografia con il numero 10 o lo scambio di una divisa. Non è andata così. La sicurezza avrebbe impedito loro di accedere alle aree riservate alla squadra argentina. 

Anche un tentativo di omaggio non ha avuto l’esito sperato: i beninesi avevano preparato un mazzo di fiori con i colori della loro bandiera, giallo, rosso e verde, ma il gesto non è riuscito ad aprire le porte a un incontro con Messi. L’unico ricordo ottenuto è stato l’autografo del fuoriclasse argentino su una maglia, grazie all’intervento del c.t. Lionel Scaloni. Una consolazione minima per una trasferta affrontata con l’aspettativa di partecipare a un momento storico del calcio.

La protesta riguarda anche l’aspetto economico: il Benin, secondo quanto riferito, non ha ricevuto bonus né una quota degli incassi. Il giornalista Romain Molina ha rilanciato le critiche, contestando il trattamento riservato alla selezione africana. Mentre l’Argentina festeggiava l’addio del suo capitano, dunque, per gli ospiti è rimasta la sensazione di essere stati utili per la partita, ma dimenticati subito dopo.