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Soumahoro? "Nonostante i 62 milioni incassati...": l'ultima bomba

Tommaso Montesano
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Sarà l’udienza del 3 novembre quella decisiva per le sorti dei familiari di Aboubakar Soumahoro, indagati a Latina per le presunte truffefiscali commesse nell’ambito della gestione deifondi perl’accoglienza dei migranti. Ieri il giudice per l’udienza preliminare, Pierpaolo Bortone, accogliendo la richiesta del difensore di uno dei sei imputati, ha disposto un rinvio della seduta al termine della quale dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura per la compagna del deputato di origine ivoriana, la suocera, due cognati e un paio di collaboratrici delle due società sotto inchiesta: la cooperativa Karibu e il consorzio Aid.

 

 

LE PARTI CIVILI L’udienza di ieri, tuttavia, è stata l’occasione per la difesa dei 40 lavoratori ancora in attesa di ricevere i loro stipendi dopo l’avvio dell’iter giudiziario, di presentare la richiesta di costituzione in parte civile sia per gli stessi ex dipendenti - metà italiani e metà di origine africana - sia per il sindacato Uiltucs di Latina, la sigla che raccogliendo le denunce dei lavoratori sui mancati pagamenti degli emolumenti ha fatto scoppiare il caso. «Nonostante io sia da sempre un uomo di destra», ha detto l’avvocato Giulio Mastrobattista, «ho voluto contribuire alla giusta battaglia di questi lavoratori. Credo che questa sia la reale integrazione. Vicino ai lavoratori dovevano esserci, però, anche le istituzioni e i partiti che si sono sempre dichiarati sensibili a determinati temi, oltre ad altri sindacati, e invece non ce n’è traccia». Ieri una rappresentanza dei lavoratori si è radunata in piazza Bruno Buozzi, davanti al tribunale, per protestare contro il mancato versamento degli stipendi.

Il segretario della Uiltucs, Gianfranco Cartisano, ha elencato al megafono tutti i progetti in nome dei quali una delle due società gestite dai familiari di Soumahoro - la cooperativa Karibu - ha ottenuto dalla prefettura di Latina «oltre 62 milioni di fondi e denaro pubblico, tutti erogati e incassati attraverso progetti su accoglienza e immigrazione». Si tratta di progetti realizzati tra il 2015 e il 2019, dove spiccano i 25 milioni ricevuti per il servizio dei Centri di accoglienza straordinaria, e i 15 milioni ciascuno per i progetti Sprar di Sezze e Roccagorga,in provincia di Latina. Dal 2019 al 2021, inoltre, sono stati stanziati oltre 1,3 milioni di euro per un «progetto per l’integrazione lavorativa dei migranti». «Pretendiamo chiarezza, dignità e rispetto», ha aggiunto Cartisano, cui non è sfuggita l’assenza, in aula, dei rappresentanti di Karibu e Aid nel mirino dei magistrati: «Non sono apparsi: li avremmo voluti vedere negli occhi per gridare: “Lavoro e stipendi sono stati distratti e distrutti!”. Confidiamo nel percorso della magistratura».

 

 

Non è l’unica assenza che ha fatto discutere ieri in aula. La difesa di Uiltucs e degli ex lavoratori ha notato anche la mancata costituzione in giudizio dello Stato, che sarebbe pur sempre il truffato principale nel caso fosse effettivamente accertato il “sistema” finalizzato a «evadere l’imposta sui redditi», con tanto di emissione di «fatture relative a operazioni inesistenti», come ricostruito dalla procura di Latina nella richiesta di rinvio a giudizio. Un “sistema” definito dagli inquirenti «connotato da rilevanti opacità nella gestione».

DUE FILONI - Cartisano non molla: «Continueremo con le nostre denunce e rivendicazioni». I filoni giudiziari a carico dei familiari di Soumahoro sono due: quello sulle presunte truffe fiscali e tributarie, dove si attende appunto la decisione del giudice Bortone sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura, e quello - sempre a Latina - sulla presunta truffa aggravata ai danni dello Stato e dei lavoratori. Un filone per il quale al momento la Uiltucs non ha ancora ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini.  

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