Copenaghen, 6 giu. (askanews) -I socialdemocratici hanno vinto, anche se di misura, le elezioni politiche in Danimarca. È quanto risulta dai primi exit poll, che hanno assegnato alla coalizione di centro sinistra 90 seggi sui 179 disponibili alla Camera bassa, contro gli 80 del blocco di centro destra guidato dal premier uscente Lokke Rasmussen. "Avete scelto di dare alla Danimarca un nuovo governo. Abbiamo la possibilità, insieme, di dare una nuova direzione alla Danimarca, sia esso il clima, i bambini o l'istruzione". Lei è Mette Frederiksen, la 41enne leader dei socialdemocratici, che con questi risultati è destinata a diventare la premier più giovane della storia politica danese. A farla vincere è stata una campagna elettorale in cui il suo partito, come anche il centro destra, ha appoggiato misure dure sull'immigrazione, ritenute necessarie per proteggere il sistema di welfare del Paese e facilitare l'integrazione degli immigrati e rifugiati già presenti sul territorio, ma che hanno portato ad un aumento dei reati motivati da discriminazione ed odio razziale. Una strategia che ha attirato molte critiche da parte delle ong, ma che ha convinto molti elettori dell'estrema destra del Dpp a cambiare bandiera; tanto più che Frederiksen si è impegnata ad aumentare la spesa pubblica per il welfare dello 0,8% nei prossimi cinque anni, il che metterebbe fine ad un decennio di tagli. Il premier uscente Rasmussen ha ammesso la sconfitta e commentato: "La grande domanda è: dobbiamo continuare su questa strada o dobbiamo andare in tutt'altra direzione. Se questa strada va verso l'estrema destra, io mi oppongo. Non voglio essere dipendente da partiti che hanno un'idea sugli esseri umani in cui non mi rispecchio e che vogliono abbandonare le convenzioni internazionali. O dall'altra parte, un partito socialdemocratico totalmente dipendente dai partiti di sinistra in Danimarca".



