Genova (askanews) - "Non mi incateno per il voto a luglio e neppure per il voto a settembre. Se sarà a luglio, benvenuto luglio anche se temo che il voto con le infradito e le piscinette di plastica nei giardini non sia esattamente quello che il Paese si aspetta. Se sarà settembre non credo che l'Italia soffocherà per un mese in più o in meno". Lo ha detto il governatore della Liguria e consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, a margine di un incontro a Genova. "Non ci impicchiamo alla data - ha sottolineato Toti - piuttosto rimbocchiamoci le maniche per fare in fretta nelle prossime settimane quello che serve. Troviamo una data che sia auspicabilmente vicina ma - ha spiegato il governatore ligure - sufficiente al Parlamento per fare una riforma rapida della legge elettorale, basta aggiungere un premio di maggioranza". Secondo Toti, "bisogna anche sterilizzare le clausole di salvaguardia per evitare l'aumento dell'Iva e un conto molto salato da alcuni miliardi di euro che gli italiani non meritano di dover pagare per l'inefficacia della situazione politica". "Esiste poi - ha proseguito il consigliere politico di Forza Italia - il problema legato al subentro di proprietà di Ilva da cui dipende la vita di quasi 15 mila lavoratori e il futuro della siderurgia in Italia, esiste un prestito ponte che tiene in cielo gli aerei dell'Alitalia e su cui i partiti devono ragionare in fretta e c'è un bilancio europeo che si sta approvando senza la partecipazione dell'Italia. Sono tutte cose - ha concluso Toti - che in qualche settimana un Parlamento che si metta a lavorare può affrontare anche in modo condiviso, per poi riportare l'Italia al voto".



